giovedì 13 novembre 2008

Popolo della Libertà: i risultati



CANDIDATO PREFERENZE

MORANDINI PINO (eletto) 4909

VIOLA WALTER (eletto) 3961

BORGA RODOLFO (eletto) 3811

LEONARDI GIORGIO (eletto) 2494

DELLADIO MAURO (eletto) 2092

MOSER LUCA 1675

SECCHI FEDERICO 1632

GUBERT RENZO 1616

FRATTIN GIUSEPPE 1586

MOSCONI FLAVIO 1510

FERRETTI ANGELO 1180

ZAMPICCOLI ETTORE 1159

FRAU RAIMONDO 1104

STEFENELLI GIUSEPPE 823

ODORIZZI CARLO 814

de BERTOLDI ANDREA 783

MARSILLI MASSIMO 698

POVOLI CLAUDIA 448

VALENTINI DIEGO 404

FRONZA DANIELA 401

CHIRICO ALDO 371

SEGNANA STEFANIA 354

LORI MARZIA 350

POSENATO NIKO 348

FRANCH BRUNO 324

CECCATO FIORENZO 296

PEDRELLI CLARA 246

DEIDDA UGO 212

BELTRAMI GRAZIELLA 126

CASULA AMANDA 116

CECCO MARTINA 74

MATTAREI CLAUDIA 58

LA MAZZA MARIANNA 51

INCHIOSTRI VIVIANA 30



martedì 4 novembre 2008

FESTA DI CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE





venerdì 7 novembre 2008

Piazza Cesare Battisti

dalle 16.30 alle 19.30

PROGRAMMA:

Aperitivo e musica

Piano bar

intrattenimento con Dee jay Max Marchi

ricco buffet

spritz

aperitivi

Non siamo una coalizione razzista

Pino Morandini (Pdl) si dice offeso con Lorenzo Dellai: "I moderati sono con noi non certo con il centrosinistra". Il ministro Carlo Giovanardi oggi a Trento gli dà ragione: "I comunisti e i cattocomunisti che contestavano Degasperi sono dall'altra parte". E sulle classi separate dice: "Polemiche cretine"

giovedì 23 ottobre 2008

Sanita' e Scuole, i primi problemi che le donne affronteranno

Incontro partecipato quello organizzato dal Coordinamento donne delle ACLI Trentine, introdotto da Luisa Masera, Responsabile del CdACLI e moderato dalla dott.ssa Anna Maria Marchionne; disertato da Valli Unite, sei le donne intervenute, rispettivamente dei partiti di PDL, UPT, PD.



Quali sono le priorita' della donna che scende in politica? A vedere dalle argomentazioni sono la sanita', la scuola, la maternita', il lavoro e il sistema pensionistico. Servizi e risorse, ma il Trentino con la sua Autonomia, ce la fa?



Sono questi i temi affrontati dalle candidate, primi i LEA, i non-autoufficienti, gli anziani, la Tassa sul nonno, le assicurazioni e la pensione integrativa per i neo-residenti. Problemi non da poco. Come affrontarli? L'affondo nel sistema sanitario non ha risparmiato colpi.



Convergono gli obiettivi delle candidate, che anche in fatto di maternita', strutture per l'infanzia e scuole hanno descritto una situazione che ha bisogno di un intervento.



Piu' caratterizzato dallo scambio che dal contrasto l'incontro ha soddisfatto l'organizzazione: "E' emersa la voglia di discutere, sono soddisfatte dell'esperienza le donne delle ACLI, il desiderio di trovarsi c'e' sempre - come ha dichiarato la Coordinatrice Masera - e un momento per rimettere in discussione i problemi del quotidiano c'e' sempre."




Per il PDL sono intervenute Claudia Povoli e Martina Cecco, con la presenza in platea di Viviana Inchiostri.

sabato 18 ottobre 2008

GAZEBO E FESTA ELETTORALE

Carissimi amici ci siamo:



nella giornata di domani il PDL, rappresentato dal nostro gruppo elettorale, sara' presente



in piazza Cesare Battisti a Trento dalle ore 9.00 alle ore 19.00.

Vi aspettiamo per un confronto aperto, per discutere insieme al Popolo della Liberta' del futuro del Trentino Alto Adige.

Saranno a testimoniare del loro impegno i candidati della lista del Popolo della Liberta' Berlusconi per il Trentino.


Trento
Piazza Cesare Battisti/Ex Piazza Italia
Sabato 18 ottobre 2008

Candidati Luogo e data di nascita

Zampiccoli Ettore - Riva del Garda - 22 giugno 1946
Frau Raimondo - Trento - 13 giugno 1960
Morandini Pino - Trento - 30 agosto 1949
Viola Walter - Trento - 28 dicembre 1964
Secchi Federico - Rovereto - 15 maggio 1981
Mosconi Flavio - Vermiglio - 22 luglio 1943
Ferretti Angelo - Storo - 13 novembre 1946
Delladio Mauro - Cavalese - 8 dicembre 1957
Povoli Claudia - Trento - 26 agosto 1949
Beltrami Graziella - Pannone - 8 agosto 1945
Borga Rodolfo - Trento - 19 aprile 1962
Casula Amanda - Cles - 17 gennaio 1978
Ceccato Fiorenzo - Rovereto - 25 maggio 1953
Cecco Martina - Feltre - 10 luglio 1979
Chirico Aldo - Ortona - 22 maggio 1943
DeBertoldi Andrea - Bolzano - 12 maggio 1966
Deidda Ugo - Cavalese- 26 gennaio 1966
Franch Bruno - Giovo - 30 gennaio 1958
Frattin Giuseppe - Trento - 17 ottobre 1949
Fronza Daniela - Trento - 25 settembre 1954
Gubert Renzo - Primiero - 11 agosto 1944
Inchiostri Viviana - Trieste - 6 agosto 1939
LaMazza Marianna - Messina - 4 gennaio 1981
Leonardi Giorgio - Cles - 20 dicembre 1964
Lori Marzia - Parma - 11 luglio 1949
Marsilli Massimo - Rovereto - 22 marzo 1963
Mattarei Claudia - Stoccarda - 22 giugno 1966
Moser Luca - Borgo Valsugana - 11 gennaio 1969
Odorizzi Carlo - Tuenno - 31 ottobre 1954
Pedrelli Clara - Sant'Agostino FE - 2 giugno 1955
Posenato Niko - Rovereto - 22 giugno 1972
Segnana Stefania - Borgo Valsugana - 20 settembre 1975
Stefenelli Giuseppe detto Pino - Tione - 6 marzo 1955
Valentini Diego - Villa Rendena - 17 gennaio 1954

ELEZIONI 9 NOVEMBRE 2008

In seguito al ricorso della Lega Nord per la decisione del TAR di ammettere la lista UDC contro ogni formale dettame, ottenuto il riconoscimento del valore legale dell'atto espresso, il Consiglio di Stato ha ritenuto idoneo e ha accolto il ricorso.
La Commissione elettorale centrale della Provincia Autonoma di Trento ha ritenuto adatto predisporre nuova data per le elezioni che si terranno il giorno 9.11.2008.

Per motivi organizzativi avvertiamo i numerosi elettori di questo grave disguido tecnico. Raccomandiamo ai residenti all'estero e ai lavoratori dipendenti che sono collocati anche fuori dal Trentino di fare comunque il possibile per venire a votare, perche' il diritto di voto e' la prima forma di Liberta'.

mercoledì 15 ottobre 2008

Le donne in politica e la politica per le donne

Incontro trasversale tra le donne candidate


Una serata politica femminile quella tenutasi presso FIDAPA al Centro Rosmini, nella giornata del 15 ottobre: a confronto le candidate alle Elezioni per il Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento.


Introduzione a cura di FIDAPA e interventi istituzionali delle uscenti Margherita Cogo e Iva Berasi, a seguire le otto candidate scelte tra tutte le donne presenti nelle liste. Buona la partecipazione, con una eta' media tra i 40 e i 50 anni, molte le giovani, fatto che fa ben sperare per il futuro della politica al femminile trentina.


Diritto di provare a farcela:


In questa nuova esperienza alla luce della trasversalita' femminile, con una partecipazione in lista del 33% delle donne tra i candidati, saranno loro le pioniere della nuova politica. Una nuova stagione del Trentino, se come chiede la candidata del PDL Daniela Fronza "delle tre preferenze una sia per una donna. Prendiamoci il diritto di essere nella politica attiva".


Le donne sono pragmatiche:


"Le donne in politica e la politica per le donne" e' stata una carrellata sulle problematiche del Trentino lette con l'occhio femminile: Sanita', RSA, Salute, Istruzione, ITEA, Casa, Industria, Giovani, Anziani, per citare alcuni dei grandi temi da affrontare nell'immediato: "non e' certo il Museo della Scienza la priorita' del Trentino" incalza Penasa, "priorita' per il 60% delle donne per l'occupazione" ha sottolineato Fabrizia Tomio.
"Una politica difficile quella che si deve fare, come in un sobborgo difficile come Gardolo, con il 15% di stranieri, assegnatari di una casa secondo la cattiva Legge 15" spiega Gabriella Mafioletti, una legge cosi' cattiva da essere stata "surgelata" per limitarne il danno. "Fare politica vuol dire rispondere al bisogno quando si presenta" conclude Fontana - UPT.


La politica e' quello che fai:


L'invito del Ministro delle Pari Opportunita' Mara Carfagna e' di contattare direttamente la sua parte politica per far leva sui reali problemi di attualita', perche' le donne non fanno politica solo a parole, ma la fanno specialmente prendendo decisioni e perseguendo i loro scopi, anche a favore di terzi.



Per il PDL erano presenti le candidate: Stefania Segnana, Pedrelli Clara, Inchiostri Viviana, Fronza Daniela, Cecco Martina e in presentazione iniziale Povoli Claudia.

martedì 14 ottobre 2008

Tutte le donne del PDL

Erano strette attorno a Sergio Divina ieri mattina le candidate della coalizione di centro destra, tutte attorno all'uomo che vorrebbero veder sedere sulla poltrona destinata al presidente della Provincia. Determinate a far vincere nelle elezioni del 26 ottobre cercando di raccogliere il maggior numero di consensi.

Possibilmente ottenendoli dalle stesse donne. «Lo scriva, lo scriva. Chiediamo a tutte le donne di esprimere almeno una preferenza a favore del gentil sesso, stavolta lo pretendiamo» incalza Daniela Fronza (Pdl).

Erano lì anche per questo ieri, sotto i portici di piazza Duomo, le candidate del centro destra, una rappresentanza dei 110 nomi femminili schierati dalle liste a sostegno di Divina. Il candidato presidente, al centro del gruppo per la presentazione ufficiale, era controllato a vista dal suocero, Claudio Eccher capolista della lista Civica per Divina presidente. Dietro le quinte per non essere immortalati da fotografi e telecamere e lasciare il palcoscenico alle donne c'erano anche l'onorevole Maurizio Fugatti, il presidente Alessandro Savoi e il consigliere comunale Vittorio Bridi. Qua e là anche qualche marito. Una veloce carrellata per presentare tutte le candidate e subito si intuisce quanto sia assortito il gruppo.

«Abbiamo messo in campo qualità, talenti e risorse - esordisce Divina - punti di eccellenza in tutti i campi, dal volontariato all'imprenditoria, dal commercio alla lotta alla disabilità. Ci sono rappresentati del mondo del volontariato ma anche casalinghe, pensionate e perfino due punte di eccellenza per quanto riguarda l'estetica, perché schieriamo due miss». Alcune sono più spigliate nel parlare e hanno alle spalle altre esperienze politiche, altre sono più impacciate. Ma puntano tutte dritte ad un unico obiettivo: far vincere la loro coalizione. «Tremate, tremate, in gruppo sono agguerrite e si sono attrezzate» scherza Divina.

Apre le danze Claudia Povoli, coordinatrice della componente femminile del Pdl che, girando il territorio con le colleghe, dice di avvertire già «sapore di vittoria». «E vinceremo!» le fa eco Claudia Mattarei (Pdl) facendo scrosciare un applauso che rimbomba in piazza.

L'entusiasmo c'è, le ragioni per farsi votare - ascoltando gli appelli di ogni candidata - pure. Gabriella Maffioletti, capolista della lista Inquilini delle case popolari, spiega d'aver abbracciato «una causa sociale, di eguaglianza, quindi una giusta causa». Loredana Maffei Sampaolesi della Civica per Divina, invece, mette a disposizione del gruppo la sua «capacità d'ascolto per risolvere i problemi di chi da solo non ce la fa». Pensa ai problemi dei pensionati Luciana Stablum, candidata nell'omonima lista, mentre Marzia Lori (Pdl) spiega l'uscita dalle file dell'Udc: «Dellai mi ha deluso, non potevo rimanere in un partito che lo sostiene». Fazzoletto verde al collo per le candidate della Lega Nord.

«Potenziamo gli ospedali di valle» propone Daniela Lauto che nella sanità ci lavora, «Valorizziamo l'artigianato» aggiunge Tiziana Frisanco che in Comune a Pergine si definisce la «spina nel fianco della giunta di sinistra». Mara Dalzocchio parla dell'«orgoglio di far parte di una squadra che sa dove vuole arrivare». Anche la più giovane di tutte, la diciannovenne Valentina Paoli ha le idee chiare, lei si è messa in gioco per portare nella politica la voce dei giovani.

"Da: L.Pi. L'Adige"

domenica 28 settembre 2008

Le dichiarazioni alla presentazione della lista

«Nelle grandi democrazie, la buona amministrazione è stata sempre garantita dall'alternanza: noi siamo l'alternativa». Parola di Sergio Divina che appone il suo sigillo alla presentazione da parte di Forza Italia dei candidati inseriti nella lista del Pdl, 20 (di cui sette donne) su 34.

Un'alternativa soprattutto a quel sistema di governo («Fortemente clientelare» secondo il deputato lombardo eletto nel collegio regionale Maurizio Del Tenno») creato, secondo gli azzurri, da Lorenzo Dellai: «Vogliamo che la prossima legislatura - attacca Ettore Zampiccoli, coordinatore provinciale - non venga ricordata come questa e cioè per il malgoverno, per le consulenze, per le politiche lobbistiche». Attorno a piazza Dante si sarebbe sviluppato un sottobosco che avrebbe consentito alla Provincia di «occupare tutti gli spazi politici, culturali ed economici». Invece, Forza Italia fa leva sui valori «cattolici e liberali» per progettare una «piccola rivoluzione in tema di partecipazione: vogliamo che i trentini siano protagonisti». Alla stessa domanda sull'inchiesta rivolta ieri al Pd, i vertici azzurri rispondono più risentiti: «Il nostro partito è sempre stato garantista e non ha mai buttato fuori nessuno prima che la giustizia abbia fatto il suo corso - osserva il senatore Giacomo Santini - e voglio sottolineare il nobile gesto di Malossini che si è fatto da parte». Più di un candidato non gradisce le domande (giudicate «fuori tema» anche da Santini), ma Zampiccoli rompe gli indugi: «La Compagnia delle Opere è bipartisan - avverte - ma qui c'è in ballo un sistema di potere in cui l'architetto Angelini faceva quello che faceva per conto di Grisenti, uomo messo da Dellai in posti che contano. È un sistema di governo tipico della Margherita. E non si sa che fine abbia fatto il comitato etico di cui aveva parlato il presidente». Del Tenno rincara: «Il vero pericolo per l'autonomia è la gestione di Dellai». «La Sicilia? Funzionava così, ma solo in passato». Anche Divina interviene nel dibattito: «Non ci siamo con le proporzioni - avverte - perché siamo venti a uno. I partiti non c'entrano ma, soprattutto, diciamo che parliamo di un sistema di controllo totale sull'economia trentina. E se andiamo oltre rischiamo la diffamazione». Dice la sua anche il candidato Giuseppe Stefanelli che se la prende con la «cappa» di centrosinistra che attanaglierebbe le Giudicarie: «Alle provinciali hanno fatto sei consiglieri più un assessore esterno, Tiziano Salvaterra - ricorda - ma come mai ogni volta che si vota per le politiche vinciamo noi?». Santini tranquillizza poi i trentini: «Ho parlato con i ministri Calderoli e Fitto - spiega - i quali mi hanno assicurato che le autonomie provinciali non si toccano: la riforma riguarda solo le regioni a statuto ordinario». Walter Viola sintetizza i tre punti del programma forzista, poi condiviso dall'intera coalizione: la riforma della strapotere provinciale per evitare sprechi ed introdurre più sobrietà («Ho sentito Dellai parlarne: mi pare eccessivo visto che lui non l'ha mai abbracciata»), rivedere sanità, Itea ed Icef, sostenere la maternità, sburocratizzare l'amministrazione, snellire le spa pubbliche e razionalizzare gli investimenti in ricerca affinché abbiano reali ricadute sul territorio. Giacomo Santini azzarda anche un quarto punto: «Introdurre un irrinunciabile principio di trasparenza per chi assume incarichi pubblici».

Fonte: L'Adige

sabato 27 settembre 2008

Elezioni 2008 - La nostra squadra

Candidati Luogo e data di nascita

Zampiccoli Ettore - Riva del Garda - 22 giugno 1946
Frau Raimondo - Trento - 13 giugno 1960
Morandini Pino - Trento - 30 agosto 1949
Viola Walter - Trento - 28 dicembre 1964
Secchi Federico - Rovereto - 15 maggio 1981
Mosconi Flavio - Vermiglio - 22 luglio 1943
Ferretti Angelo - Storo - 13 novembre 1946
Delladio Mauro - Cavalese - 8 dicembre 1957
Povoli Claudia - Trento - 26 agosto 1949
Beltrami Graziella - Pannone - 8 agosto 1945
Borga Rodolfo - Trento - 19 aprile 1962
Casula Amanda - Cles - 17 gennaio 1978
Ceccato Fiorenzo - Rovereto - 25 maggio 1953
Cecco Martina - Feltre - 10 luglio 1979
Chirico Aldo - Ortona - 22 maggio 1943
DeBertoldi Andrea - Bolzano - 12 maggio 1966
Deidda Ugo - Cavalese- 26 gennaio 1966
Franch Bruno - Giovo - 30 gennaio 1958
Frattin Giuseppe - Trento - 17 ottobre 1949
Fronza Daniela - Trento - 25 settembre 1954
Gubert Renzo - Primiero - 11 agosto 1944
Inchiostri Viviana - Trieste - 6 agosto 1939
LaMazza Marianna - Messina - 4 gennaio 1981
Leonardi Giorgio - Cles - 20 dicembre 1964
Lori Marzia - Parma - 11 luglio 1949
Marsilli Massimo - Rovereto - 22 marzo 1963
Mattarei Claudia - Stoccarda - 22 giugno 1966
Moser Luca - Borgo Valsugana - 11 gennaio 1969
Odorizzi Carlo - Tuenno - 31 ottobre 1954
Pedrelli Clara - Sant'Agostino FE - 2 giugno 1955
Posenato Niko - Rovereto - 22 giugno 1972
Segnana Stefania - Borgo Valsugana - 20 settembre 1975
Stefenelli Giuseppe detto Pino - Tione - 6 marzo 1955
Valentini Diego - Villa Rendena - 17 gennaio 1954

Elezioni Consiglio Provinciale - 26 Ottobre 2008

CAMBIARE IL TRENTINO - OBIETTIVO IN TRE PUNTI

1. L'autonomia e' anche Liberta'

Porre fine allo strapotere della provincia e rilanciare iniziative responsabili, una vera autonomia del territorio e della societa' civile.

2. La famiglia al centro del Sistema

Subito tariffe agevolate per l'accesso ai servizi sociali, una casa per tutti e un forte sostegno alla maternita'.

3. Lo sviluppo del lavoro e dell'Impresa

Piu' infrastrutture, meno burocrazia, ricerca mirata per le nostre aziende, sostegno all'ingresso dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro.

Conferenza Stampa

Nella giornata di
Venerdi' 26 settembre
a partire dalle ore 10.00
Conferenza Stampa
per la presentazione della lista e dei candidati
del Popolo della Liberta' - Berlusconi per il Trentino


Votare le donne candidate alle prossime amministrative nel Popolo della Libertà per cambiare il Trentino: è il messaggio lanciato oggi dalle undici candidate in una conferenza stampa a Trento, in cui hanno sottolineato come la differenza di genere voglia dire "garanzia di trasparenza, concretezza e lontananza dal modello di politica clientelare".



Quanto a trasparenza, hanno chiesto che "tra i candidati non ci siano persone con condanne penali, regola - ha spiegato Claudia Povoli - che deve valere a livello locale come nazionale, ma che allo stesso tempo deve imporre a ciascuno di prendere le proprie responsabilità" ha aggiunto riferendosi a Mario Malossini, attualmente indagato, "che giustamente ha preso le distanze dal partito, specificando che il partito non ha a che fare con la vicenda".



Tra le priorità di programma elettorale le donne azzurre hanno indicato la necessità di "rilanciare l'autonomia come iniziativa responsabile e vera autonomia dei territori e della società civile, di mettere la famiglia al centro del sistema, con tariffe agevolate per l'accesso ai servizi, casa per tutti e forte sostegno alla maternità, infine di incentivare lo sviluppo del lavoro e dell'impresa, con più infrastrutture, meno burocrazia e ricerca mirata per le aziende locali, con sostegno all'ingresso dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro".



Altro obiettivo, per le candidate, è quello di "ripensare un sistema sanitario di qualità" e alla cura degli anziani, quando non più autosufficienti. A presentare il programma sono state la capolista del Pdl per le donne, Claudia Povoli, con Martina Cecco, Daniela Fronza, Marianna La Mazza, Marzia Lori, Claudia Mattarei, Clara Pedrelli e Stefania Segnana. Assenti per lavoro le altre tre candidate, Graziella Beltrami, Amanda Casula e Viviana Inchiostri. (ANSA).


domenica 7 settembre 2008

FORZA ITALIA, Nicola Giuliano alla guida a Trento



Nicola Giuiliano, consigliere comunale di Trento per Forza Italia, è stato nominato ieri sera nuovo coordinatore comunale del partito, in seguito alle dimissioni di Mariano Gardumi. La nomina è avvenuto in una riunione del coordinamento comunale di Forza Italia, alla presenza del Coord. Regionale Mario Malossini, del Coord.provinciale Ettore Zampiccoli, del delegato di collegio e vicecoordinatore comunale Stefano Viola e del capogruppo Giorgio Manuali. Malossini ha poi comunicato la recente nomina di Stefano Viola a delegato del collegio 1, inscrivendo tale passaggio in una prospettiva di riorganizzazione del partito, anche in vista delle prossime scadenze elettorali. In questo contesto Stefano Viola ha annunciato le proprie dimissioni da vicecoordinatore comunale, per potersi dedicare con maggiore vigore all'incarico appena assunto e nella prospettiva di evitare cumuli di incarichi interni al partito.

Forza Italia: Malossini Nomina il nuovo Delegato di Collegio 1



In seguito alle dimissioni di Mariano Gardumi, Mario Malossini, Coord. Regionale di Forza Italia, ha provveduto alla nomina di Stefano Viola, già Vice delegato di Collegio 1 e Vice coordinatore Comunale di Trento.
"E' grande l’onore che mi ha fatto il Coordinatore Regionale di Forza Italia, Presidente Mario Malossini, nominandomi oggi Delegato di Collegio 1 (Trento, Aldeno, Cimone, Garniga, Valle dei Laghi, Valle di Cavedine). Dopo i 2 anni di lavoro al fianco del mio predecessore, l’amico Mariano Gardumi, è con grande gioia che accetto l’incarico ben sapendo che il lavoro da fare in vista dei prossimi appuntamenti elettorali ( Elezioni Provinciali ad Ottobre e a primavera Comunali di Trento ed Europee ) non è sicuramente facile. Sono però fiducioso di poter contare sull’aiuto di tanti amici che in questi ultimi anni hanno affiancato me e Mariano. Ci aspettano delle campagne elettorali sicuramente avvincenti che potranno darci delle grandi soddisfazioni, esattamente come le ultime politiche."

mercoledì 30 luglio 2008

Divina Presidente

Alla fine il Popolo della libertà ha detto sì. Dopo mesi di tira e molla, candidature e controcandidature, votazioni interne ai partiti e sondaggi, lusinghe e minacce, a novanta giorni dal voto per le elezioni provinciali Forza Italia e Alleanza nazionale hanno garantito il loro appoggio alla candidatura del senatore leghista Sergio Divina alla presidenza della giunta.



Lo hanno fatto in un incontro tenuto ieri pomeriggio in cui Divina era affiancato dal segretario del partito Fugatti, Savoi e Bridi.




Per Forza Italia erano presenti i coordinatori Malossini e Zampiccoli e il consigliere provinciale Viola, mentre la delegazione di An era guidata dal senatore de Eccher e Frau. Senatore, questo accordo arriva tardi? «Noooo. Mettiamola così: tutti i parti importanti hanno tempi lunghi. I mammiferi sono quelli con l'attesa più lunga ma sono anche quelli che riescono a fare le cose migliori. Gli invertebrati hanno invece meno difficoltà a realizzare un prodotto nuovo ma i risultati non sono certo eguali. Tutto poi si innestava in un momento di forte dibattito dovuto alla grande semplificazione del quadro politico in cui due grandi partiti quali Forza Italia e An hanno deciso di fondersi nel Pdl».




Ha sempre creduto in questo risultato? «Sì, perché io ho sempre creduto nella responsabilità e nella serietà delle persone. Inoltre dalle confidenze che ricevevo, avevo sentore di una stragrande maggioranza che convergeva su un'unica candidatura e, lo dico con imbarazzo, quella ritenuta con maggiori probabilità di successo era la mia».




Però se voi non aveste forzato la mano, probabilmente non sareste arrivati a questa intesa. «In queste cose ci vuole un po' di fair play, di diplomazia e di responsabilità ma a volte anche un po' di determinazione». Ora che percentuale di successo si attribuisce? «Io zero. Non diamo numeri. Siamo in pista. Adesso c'è lo start. Sarà una grande pedalata con una grande volata con esito assolutamente non scontato. Sarà una gara di squadra: a me come capitano spetta il compito di lanciare lo sprint. E il successo si giocherà davvero negli ultimi metri perché non ci saranno distacchi abissali come voleva far credere Dellai e neanche partite già vinte come quelle vendute da Andreolli».




A proposito di squadra: lei intende presentare la sua eventuale formazione di giunta prima del voto? «Non si vende la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. E comunque non lo farò per il semplice motivo che sarò estremamente rispettoso di quelli che saranno gli orientamenti degli elettori. Sulla base del risultato, i partiti formuleranno richieste di responsabilizzazione e coinvolgimento in relazione al peso elettorale che otterranno». Qualche tipo di accordo lo avrete pur preso con gli esponenti del Pdl. «Vi assicuro che sul piatto non è stata messa la spartizione dei posti. Si è parlato di cosa fare e delle priorità da darci. Il mio compito sarà ora quello di prendere i due programmi dei partiti, sentire anche le forze "secondarie" e mettere assieme un programma in cui tutti si riconoscano».




All'appello manca ancora l'Udc. «Non fa parte della coalizione di governo, però noi la stiamo aspettando. Hanno dichiarato che, un minuto dopo l'ufficializzazione di una candidatura unitaria, avrebbero dichiarato il loro appoggio. Attendiamo che ciò si avveri». Malossini sarà della partita? «Lo deciderà lui». Allora cambiamo la domanda: lei conta sulla presenza di Malossini? «Non mi deve tirare in questo tormentone. Sarà solo lui l'arbitro del proprio futuro».




Ma è o no un elemento importante? «Io lo so valorizzare per l'uomo che è, di peso e di competenza, che ha dimostrato grandi qualità amministrative. Però questo è un rapporto personale tra Divina e Malossini. Ragionando invece in termini di coalizione, sarà il suo partito a decidere che ruolo dovrà avere». Quale sarà il suo primo provvedimento in caso di elezione a presidente? «Prima arriviamo lì e dopo facciamo. Di sicuro ci sarà grande responsabilità, sobrietà, attenzione nel maneggio del denaro pubblico e verso la nostra economia, che non ha bisogno di ingenti aiuti monetari ma di sostegno in termine di promozione e di sburocratizzazione.




L'amministrazione pubblica con una mano ti dà dei soldi e con l'altra ti carica di tante incombenze inutili che vanificano il sostegno finanziario. Di sicuro andremo incontro a periodi non di vacche grasse». Certo che il ministro Brunetta non vi sta aiutando con le esternazioni sulle autonomie speciali da abolire. «Problema già risolto: abbiamo fatto una colletta per raccogliere fondi con cui mandarlo in ferie per due o tre mesi in modo che non faccia altri danni.




Per noi il punto di riferimento è Calderoli che sta dicendo esattamente l'opposto e citando il Trentino come modello per l'autonomia e il federalismo. Brunetta, ahimé, si è accorto che l'unico modo per finire sui giornali è quello delle frasi ad effetto: così se si trova in Veneto spara sui trentini, se è in Sicilia se la prende con i continentali, ma se si trovasse a un tiro al bersaglio rischierebbe di farsi male ad un piede perché è un po' distratto. Lui ha risultato se va oltre le righe ma non è che un ministro, per avere un po' di popolarità, può comportarsi in questo modo».
29/07/2008 Fonte: L'Adige di Guido Pasqualini

sabato 26 luglio 2008

Estate Azzurra: opere di Governo prima delle ferie



Con tutto quello che c'e' stato perdere il filo potrebbe essere un rischio: per restare in contatto diretto con gli azzurri: http://www.governoberlusconi.it/.



In questo sito trovi la lista delle realizzazioni, la risposta alle principali critiche degli avversari, il chiarimento di dubbi e punti oscuri, approfondimenti, i primi materiali di comunicazione da usare on line e nel territorio, alcuni link a siti amici interessanti e a forum animati spontaneamente da nostri sostenitori.


Al ritorno a settembre arricchiremo ulteriormente il sito, per farne un prodotto di comunicazione e informazione sempre più completo, al fine di rendere pienamente conto di quanto fatto dal governo.

Buone Vacanze Azzurri!





Berlusconi: "Non lo so!"

«Non lo so». Risponde così Silvio Berlusconi a chi gli chiede se si avvarrà del Lodo Alfano, lo scudo che protegge le quattro più alte cariche dello Stato dai processi durante il loro mandato. Di certo il premier annota che «il lodo è il minimo che una democrazia possa apprestare in difesa della propria libertà» in un Paese come il nostro. Ma poi basta leggere le sue parole per capire che il Cavaliere intende governare ed affrancarsi con ogni mezzo dalla «persecuzione» che gli ha legato per 14 anni le mani, con 2503 processi.


Parlando in terza persona di sè stesso, Berlusconi osserva perciò che senza il lodo «il Presidente del Consiglio sarebbe dovuto andare in udienza, dal 30 giugno al 15 luglio, un giorno sì ed uno no e quindi non avrebbe potuto convocare consigli dei ministri nè andare al G8». Ma il punto centrale oggi, per il premier, non è stare a discettare sulla sua volontà di utilizzare o meno sullo scudo. Quello che importa è invece capire una volta e per tutte che contro di lui c'è stata per un decennio da parte dei magistrati una «persecuzione inaccettabile». Perseguitato: così si sente Berlusconi. E dopo averlo confidato ieri ai senatori del Pdl, il premier lo dice a voce alta oggi, che dalla Spagna arriva la notizia della assoluzione «con formula piena e perchè il fatto non sussiste» di otto persone coinvolte nel processo Telecinco. «Dopo dieci anni di persecuzioni e di fango gettato addosso a me, ai miei uomini e al mio gruppo nel processo di Garcon, su spinta materiale della procura milanese, voglio vedere ora chi dirà qualcosa...», recrimina il Cavaliere. «Chi risarcirà la mia immagine sporcata per dieci anni su tutti i giornali del mondo? - si chiede - Chi risarcirà le spese per gli avvocati, di trasporto e di trasferta? Nessuno. Io spero che qualcuno venga a chiedere scusa, ma so che non sarà così». Perciò anche oggi che lo scudo del Lodo Alfano lo protegge, il Cavaliere non abbassa la guardia contro «quella parte della magistratura che si è data il compito di sovvertire il risultato delle elezioni e la volontà del popolo italiano».


E attacca chi mistifica. «Avevo già detto inutilmente e pubblicamente - perde la pazienza - che non mi sarei avvalso della clausola che dava alla magistratura la possibilità di sospendere per un anno i processi anteriori al 2000 per dare la precedenza a quelli di grave allarme sociale. Quella clausola è stata chiamata blocca-processi, quando era invece esattamente il contrario. È stata definita salva-premier, quando io avevo detto che non me ne sarei avvalso...». E ce n'è anche per i giornalisti, contro i quali il premier punta il dito: «Sarà sempre troppo tardi quando la finirete di non capire, o di far finta di non capire, che contro di me c'è stata una persecuzione inaccettabile». «Io registro una contraddizione nell'atteggiamento di Berlusconi: dice che non si avvarrà di questo scudo ma si è battuto per averlo... non si capisce bene». Lo ha detto il ministro degli esteri del governo ombra del Pd, Piero Fassino, intervenendo ieri sera alla Festa dell'Unità a Legri (Firenze). Fassino ha quindi citato Shakespeare: «"Bruto è un uomo d'onore" - ha detto - lo aspettiamo al varco».


Fassino ha invitato tutti, in particolare il governo, a cominciare ad occuparsi d'altro per quanto riguarda la giustizia perchè «spero che approvato questo famoso lodo - ha concluso - la smettiamo di occuparci della giustizia di un solo cittadino per occuparci della giustizia di tutti i cittadini». Anche il leader dell Udc, Casini, afferma: «Sono certo che Berlusconi farà prevalere il suo senso delle istituzioni e non si avvarrà del lodo Alfano per nessuno dei suoi procedimenti penali». Casini si è detto convinto che Berlusconi darà «un contributo serio alla serenità degli organi istituzionali». Quanto alle riforme della giustizia, il leader dell'Udc ha detto: «Il lodo non è l'ultimo tempo di un film, ma il primo tempo di un film assai lungo, che noi vogliamo si concluda nell'interesse dei cittadini che si trovano oggi a fissare udienze per il 2012».
Fonte: L'Adige

venerdì 25 luglio 2008

Berlusconi: solidita' per il futuro


Prima il Lodo Alfano, che ora viene promulgato dal capo dello Stato. Poi il decreto sicurezza, che nella mattinata di ieri viene votato dal Senato con 161 «si», 120 «no» e otto astenuti. L'«uno-due» del governo sulla giustizia ottiene il via libera dal Parlamento entro l'estate.


Proprio come previsto. Al punto che Berlusconi esulta: «Ora finalmente, grazie al loro non sarò più perseguitato!». Ma non finisce qui. Sulla giustizia il progetto della maggioranza è diventato più ambizioso: da settembre parte una riforma «complessiva» destinata a cambiare faccia al sistema giudiziario nazionale. Lo aveva annunciato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei giorni scorsi, lo ribadisce il ministro della Giustizia Angelino Alfano.


«Questa - avverte infatti il Guardasigilli - è una legislatura che ha una maggioranza solida, che ha un'idea chiara sulla giustizia, che ha un programma: è l'occasione giusta per procedere e noi non ce la faremo scappare». E infatti il governo è già al lavoro. In un vertice tra Berlusconi e i ministri Umberto Bossi e Roberto Calderoli, si fa un calendario delle priorità e si stabilisce che federalismo fiscale, modifica della Costituzione e riforma della Giustizia dovranno essere portate avanti insieme. Dalla ripresa in autunno dei lavori parlamentari. Sul fronte delle intercettazioni, invece, una pausa di riflessione è meglio, fa capire il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, che ieri voleva iniziare l'esame dei vari testi sull'argomento. A cominciare dal ddl del governo. «Si continuerà a parlarne a settembre - assicura Bongiorno - e ben venga qualsiasi contributo». È poi probabile, aggiunge, che la norma contenuta nel testo del governo, che prevede il carcere fino a tre anni per i cronisti, venga modificata.


L'obiettivo, fa sapere il deputato Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini, è quello di arrivare «ad un testo condiviso con le opposizioni». Magari dando vita ad «un comitato ristretto per approfondire il tema, ascoltando tutte le categorie coinvolte». Ma riprendere il dialogo con la minoranza non sarà semplice vista la frattura che si è consumata con il via libera al decreto sicurezza: il testo che introduce anche il patteggiamento allargato e la sospensione fino a 18 mesi dei procedimenti «meno importanti», e il «si» al Lodo Alfano: il provvedimento che sospende i processi per le quattro più alte cariche dello Stato fino alla fine del mandato.


Tuttavia non c'è nel pacchetto Maroni la norma che blocca i processi più gravi. Ma è la «salva-premier ad alzare il muro tra i poli. Come dimostra la polemica esplosa in seguito all'invito del vicepresidente del Csm Nicola Mancino a «rafforzare il Lodo con una legge costituzionale». L'osservazione infatti piace poco al Pdl che reagisce stizzito osservando, come fa il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, che «basta una legge ordinaria a regolare la materia». Del resto, spiegano anche al Quirinale nel motivare la firma del capo dello Stato al ddl, la Consulta, quando intervenne nel 2004 sull'allora «Lodo Schifani», non parlò mai di una legge costituzionale. E il testo approvato «è risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza». «Per me - taglia corto Alfano - il Lodo è ormai legge dello Stato.


Noi siamo già proiettati sulla riforma». Ed è infatti a questa che guardano ormai politici, avvocati e magistrati. Anche se il presidente dell'Anm Luca Palamara precisa: «Ci interessa la riforma della Giustizia, non la riforma dei giudici». Peraltro il ministro e Berlusconi, in qualche modo sono messi a disagio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che fa sapere che non si servirà dello «scudo» del Lodo Alfano contro il pm Woodcock che lo ha querelato e quindi affronterà il processo. «L'unica cosa che è stata fatta finora in materia di giustizia da questo governo - replica caustico il leader Idv Antonio Di Pietro - è contro la giustizia e a favore di qualcuno».


Ed è per questo che contro «la vergogna mondiale» del Lodo lui sta già promuovendo un referendum, dopo aver sottolineato che rispetta la decisione del capo dello Stato di firmarlo, ma non la condivide.
Fonte: L'Adige

domenica 20 luglio 2008

Fallaci: edito il libro postumo

Il romanzo postumo di Oriana Fallaci «Un cappello pieno di ciliegie», sarà in libreria da mercoledì 30 luglio 2008

Il romanzo postumo di Oriana Fallaci «Un cappello pieno di ciliegie», sarà in libreria da mercoledì 30 luglio 2008. Lo annuncia la Casa editrice Rizzoli che lo pubblica. Definito «una saga» dall'autrice stessa, che ha lavorato a quest'opera per un decennio - spiega la Rizzoli -, il romanzo è un'epica familiare che attraversa oltre un secolo di storia italiana, dal 1773 al 1889. Prima della morte, avvenuta il 15 settembre 2006, la scrittrice ha consegnato al nipote Edoardo Perazzi il dattiloscritto di 648 cartelle che lei stessa aveva battuto a macchina utilizzando una Olivetti Lettera 32. Al nipote, suo unico erede, l'autrice ha lasciato anche precise disposizioni per la pubblicazione e l'indicazione del titolo del romanzo. Con l'uscita di questo volume - spiega la Rizzoli - la Casa editrice corona con orgoglio il lungo rapporto con Oriana Fallaci, che dal 1961 in poi ha affidato a Rizzoli tutte le sue opere.

Rizzoli

venerdì 18 luglio 2008

Napoli: un percorso per ripulirla

Lo aveva promesso in campagna elettorale: il primo consiglio dei ministri operativo si sarebbe tenuto a Napoli e a Napoli Berlusconi e i ministri avrebbero continuato a tornare fin quando non si fosse risolta l’emergenza e i rifiuti non fossero stati tolti definitivamente dalle strade.

Oggi Berlusconi è per la quinta volta in meno di due mesi a Napoli e può annunciare che in Campania non ci sono più rifiuti per le strade. L’emergenza è superata, come era stato promesso.


Il risultato è stato raggiunto con un lavoro immane, che ha visto impegnati in prima linea il presidente del Consiglio, il sottosegretario Bertolaso e il generale Giannini, comandante dei militari impiegati per rendere più visibile ed efficace il ritorno dello Stato.

Assieme a Napoli, ben 511 comuni della Campania sono stati interessati dall'emergenza, per un totale di 7.200 tonnellate di rifiuti prodotti al giorno: uscire dall'emergenza ha comportato raccogliere e avviare a smaltimento questa produzione quotidiana e le decine e decine di migliaia di tonnellate accumulatesi nei mesi passati.


Sono state attivate le discariche possibili e necessarie, parte dell'immondizia è stata avviata in Germania (520 tonnellate al giorno), parte è stata pretrattata e avviata agli impianti di termovalorizzazione di altre regioni. Il governo ha avuto la capacità di creare uno spirito di solidarietà che ha prevalso su incomprensioni e contrasti pregressi, perché era chiaro a tutti che stavolta si stava facendo sul serio per uscire definitivamente dall’emergenza perenne.


Lo sforzo eccezionale proseguirà. Con le discariche e i trasferimenti fuori regione si potrà andare avanti per qualche tempo, ma intanto bisognerà continuare a lavorare perché non si ricrei lo scarto negativo fra rifiuti prodotti e rifiuti smaltiti. Si punta sui termovalorizzatori (saranno quattro, presto entrerà in funzione quello di Acerra) e sulla raccolta differenziata, già avviata nei comuni dove non era praticata. Ci vorranno ancora tre anni per la soluzione definitiva della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Per intanto però, come ha detto il premier, “Napoli è stata riportata alla grande civiltà che le compete". E non tornerà indietro, come puoi leggere nel nostro sito, http://www.ilpopolodellaliberta.it/.

on. Antonio Palmieri
Responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia /PDL

sabato 12 luglio 2008

Berlusconi in politica: i nodi di un percorso

"Non appena Berlusconi è sceso in politica, egli è stato oggetto di un inusitato attacco giudiziario che non è una sua questione privata, ma un drammatico fatto politico e istituzionale: 90 processi, 2500 udienze, 500 magistrati impegnati, 470 perquisizioni, episodi gravissimi come quelli avvenuti nel 1994 con la violazione del segreto istruttorio sul Corriere della Sera e nel 1996 con il caso Ariosto alla vigilia delle elezioni....

Questi episodi e molti altri ancora sono la dimostrazione che si è trattato di un uso sconvolgente della giustizia volto a manipolare il quadro politico e ad influire sui risultati elettorali. Solo una buona dose di mistificazione, di ipocrisia e di disprezzo dello Stato di diritto può liquidare tutto ciò come un fatto personale".

Con queste parole, Fabrizio Cicchitto ieri alla Camera ha spiegato come il lodo Alfano - la legge che sospende i processi penali per le prime quattro cariche istituzionali del Paese - sia una legge necessaria per dare finalmente stabilità di governo e politica al Paese, cercando di porre fine al contenzioso tra un minoranza di magistrati politicizzati e la politica, che dal 1992 sta devastando la normalità della vita democratica e che nuoce allo sviluppo del Paese.

Sul sito http://www.versoilpopolodellaliberta.it/ sono stati pubblicati tutti i documenti utili a capire l’importanza di una legge che non riguarda una singola persona ma il corretto funzionamento del rapporto tra istituzioni e magistratura. Un passo, che speriamo sia il primo di una lunga serie e che contribuisca a svelenire un clima di contrapposizione che non giova all’Italia e agli italiani.

on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL


giovedì 10 luglio 2008

L'addio di Giovanazzi al partito

«Chi ha passione per la politica deve muoversi, accettare sempre nuove sfide perché altrimenti rischia di fare come certi statali che lavorano per tutta la vita aspettando semplicemente l'arrivo della pensione». La frase l'ha coniata lui stesso e la usa come filosofia di vita. Tanto che a 60 anni - e 15 anni di giunta e consiglio provinciale alle spalle - Nerio Giovanazzi ci riprova. Abbandona Forza Italia e tenta una scalata alle stanze dei bottoni con una formazione politica tutta nuova.


Anzi, due. Nomi e simboli delle liste che sosterranno la sua candidatura a presidente della Provincia sono ancora top secret . Del resto la decisione ufficiale di correre da solo l'ha presa soltanto ieri sera. Dopo una giornata passata a riflettere sulle conseguenze della scelta di Forza Italia di accettare Sergio Divina come candidato presidente. Le liste - dicevamo - sono due.

La prima composta da professionisti, imprenditori, artigiani punta ad intercettare il consenso dei moderati, di quelli che pur non sentendosi di centrosinistra non potrebbero mai votare un leghista alla presidenza della Provincia. L'altra sarà composta esclusivamente da giovani. Giovanazzi, il suo è un addio a Forza Italia? Diciamo che ultimamente ho fatto una serie di profonde riflessioni che mi hanno portato ad un paio di conclusioni. E cioè? Nell'area politica in cui mi trovavo non notavo più un orientamento preciso.


Ho condiviso poco gli ultimi passaggi, a partire dalla gestione della scelta del candidato presidente. A Roma Forza Italia ha mortificato l'autonomia con decisioni prese sopra la nostra testa. E noi altri ci hanno lasciati qui a scannarci. Non è un buon messaggio per la gente. Ma non è solo questo che mi ha convinto a fare il salto. Cosa ancora? Girando il territorio ho capito che il Trentino può discostarsi dal sistema nazionale del bipartitismo o bipolarismo. Vogliono imporci questo modello, ma credo che tra le ali di centrodestra e centrosinistra ci sia spazio per qualcos'altro.

Sento in giro che c'è voglia di un governo di area moderata. ... la accuseranno di essersi fermato a 15 anni fa e di voler rifare la vecchia Democrazia cristiana...
No, non credo di essere retrogrado se penso così. Oggi, puntando sul bipartitismo, stiamo spingendo i giovani sugli estremi... Il fatto è che lo scontro ideologico porta a non confrontarsi sui problemi reali e i giovani trovano risposte solo in certe proposte politiche estremistiche o in Grillo. Quindi? Quindi bisogna confrontarsi sui problemi veri. Più che ideologia serve amministrazione. Questo chiede la gente.

Quello che sta succedendo dentro l'area dalla quale provengo mi convince sempre di più della mia scelta: al centro per coagulare soggetti che ora non hanno un riferimento. Qualcuno potrebbe obiettare... ... che faccio questa scelta per assicurarmi un posto al sole. Non è così, altrimenti sarei rimasto dov'ero e mi sarei fatto trascinare dall'onda. Sveli qualcosa degli uomini che ha con lei.

È tutta gente che ha grande esperienza di lavoro nei propri campi. Se vincessimo potrebbe trasferirla in politica e dare esempio ai giovani e avvicinarli a questa passione, con voglia di fare e onestà. Scusi, lei parla di centro, di territorio. Ma allora, perché non è andato con Lorenzo Dellai nell'Upt? Perché sono coerente con la mia storia. Insomma, perché andare con l'Upt presupporrebbe un'alleanza certa con il Pd. Però con Dellai potrà sicuramente esserci un confronto su programmi e obiettivi.
La decisione di candidarsi autonomamente a quando risale? A pochi minuti fa... Ma diciamo che quando Berlusconi ha annunciato la nascita del Pdl fondendo An e Forza Italia ho capito che quella non era più la mia strada. Lì si vogliono mettere assieme due realtà che, almeno in Trentino, hanno storie troppo diverse. Restare lì sarebbe stata una forzatura e, siccome ritengo che la politica non sia una soluzione personale ma un modo di trovare soddisfazione lavorando per la gente, la scelta è stata naturale.Anche se, lo ammetto, è stata faticosa.

Fonte: L'Adige di Daniele Battistel

martedì 8 luglio 2008

Finanziaria - 2009


Con l'invio alle Camere del disegno di legge, varato nel Consiglio dei ministri del 18 giugno scorso, viene completato l'iter di avvio della manovra finanziaria per il 2009, anticipata quest'anno a giugno e varata insieme al Documento di programmazione economico finanziaria per gli anni 2009-2011.



L'anticipo della manovra fa si che a settembre quando si varerà la legge finanziaria e inizierà la sessione di bilancio in Parlamento, alcune misure già operative da giugno 2008 avranno dispiegato i loro effetti con positive ripercussioni sui conti pubblici.


La manovra 2009, come ha spiegato il ministro Tremonti nella conferenza stampa del 18 giugno al termine del Consiglio dei ministri, è composta essenzialmente da tre provvedimenti:


Decreto legge n.112 del 25 giugno 2008
Disegno di legge (inviato il 4 luglio alle Camere)
DPEF 2009-2011 (con l'allegato sulle infrastrutture)


Fonte: GOVERNO

domenica 6 luglio 2008

Conferenza Stampa - Trento

Il Coordinamento Comunale di Forza Italia
Trento Azzurra
I Consiglieri Comunali
I Consiglieri Circoscrizionali

in preparazione alle elezioni - considerate le dinamiche attuali della politica cittadina

invitano a partecipare alla

Conferenza Stampa del partito
che si terra' presso l'Hotel America

Lunedi' 7 Luglio
a partire dalle ore 11.00

La partecipazione e' aperta a tutta la cittadinanza, agli amici, ai simpatizzanti e agli interessati al futuro politico della nostra citta'.


Trento Azzurra

Berlusconi: PD Giustizialista!


"Ormai l'opposizione si e' messa su una linea giustizialista e noi la lasciamo li'. Siamo tornati indietro di molti anni." Cosi' Silvio Berlusconi commenta le critiche provenienti dall'opposizione riguardo il caso delle intercettazioni.


Il premier, che ha parlato a Tokyo dove e' giunto per partecipare ai lavori del G8, si e' anche detto "d'accordo sulla defiscalizzazione degli aumenti sulla benzina. Ne avevamo gia' parlato e fui proprio io a fare la proposta". Silvio Berlusconi, durante una passeggiata per le vie di Tokyo, spiega che l'obiettivo dei Grandi della Terra e' quello di combattere il rialzo dei prezzi del petrolio.


"Al momento il grave problema e' come fermare la speculazione", dice il premier confermando la linea del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e annunciando che questo sara' uno dei punti al centro del G8 che domani si aprira' sull'isola di Hokkaido in Giappone. (AGI) - Tokyo, 5 lug.


Fonte: AGI

mercoledì 2 luglio 2008

Zampiccoli - Gardumi: confronto tra coordinatori

«Trovo oltremodo "strano" che il coordinatore provinciale Zampiccoli concentri la sua attenzione sulla partecipazione ad incontri pubblici di qualche iscritto a Forza Italia ed invece non intervenga con decisione per sanare la situazione, da lui stesso riferita nel coordinamento del partito di venerdì scorso, in merito alla ormai certa uscita di un consigliere provinciale da Forza Italia (Nerio Giovanazzi ndr) e alla sua volontà (del consigliere provinciale) di non partecipare più ai lavori del partito perché vuole presentarsi con una lista autonoma alle prossime elezioni provinciali»


Mariano Gardumi, il coordinatore comunale di Forza Italia che ha partecipato alla conferenza stampa di Sergio Divina, replica così a Ettore Zampiccoli, il quale aveva inviato lui e gli altri forzisti presenti (Francesco Solidoro e Massimo Viola) a fare una scelta. «Anche alcuni amici leghisti mi hanno detto che sono rimasti sorpresi per questa presenza», ribatte Zampiccoli.




Di espulsioni, però, non si parla. «Siamo un partito libertario ed abbiamo problemi più importanti. Per questo non prendiamo provvedimenti, semplicemente la mia riflessione è che, queste persone, non adeguandosi alla maggioranza del partito ed esprimendosi a sostegno di una persona sicuramente di valore come Divina, ma che ora non è il nostro candidato, fanno un danno al partito». Quanto al riferimento a Giovanazzi, osserva: «Non si è mai espresso a sostegno di Divina ed è nel partito: non abbiamo notizia che sia uscito.





Fonte: L'Adige 1/7/08


venerdì 27 giugno 2008

La vera giustizia: rispettare la volonta' dei cittadini.

''Se il premier dovesse occuparsi delle udienze, farebbe un buon servizio a se stesso ma un cattivo servizio al Paese. Crediamo che questa nostra iniziativa legislativa possa portare un elemento di equilibrio in più verso un ordinato e sereno assetto tra i poteri dello Stato.”

Queste parole del ministro della giustizia Angelino Alfano sintetizzano il fine del disegno di legge, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, che prevede la sospensione provvisoria dei processi per le alte cariche dello Stato.Il provvedimento prevede la sospensione dei processi per il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera e il Presidente del Consiglio, per i reati che non riguardano il loro incarico istituzionale.


Queste disposizioni sono un valore per la democrazia, perché sono utili al buon funzionamento delle istituzioni e al sereno svolgimento del mandato che cui le alte cariche dello Stato sono state demandate dal voto popolare. Non si tratta di cancellare i processi, ma della loro sospensione temporanea, come avviene per esempio in Francia, per evitare quell’uso strumentale della giustizia come strumento di lotta politica che da troppi anni avvelena la vita politica del nostro Paese. Dopo ogni vittoria elettorale di Berlusconi e vengono accelerate iniziative giudiziarie rivolte alla delegittimazione e alla caduta del governo voluto dagli elettori. Un esito sovversivo, che deve essere evitato.


Grazie per l’attenzione - per approfondire, vieni su http://www.versoilpopolodellaliberta.it/


Fonte: Comunicazione Forza Italia PDL

Dal Parlamento


Ha già una data di discussione in Parlamento il disegno di legge che sospende i processi per le quattro più alte cariche dello Stato e che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare oggi (anche se il lodo Schifani bis non compare all'ordine del giorno della riunione a Palazzo Chigi.)
Le norme - che puntano a consentire il «sereno svolgimento» delle funzioni di presidente della Repubblica, presidenti di Senato e Camera e presidente del Consiglio - su sollecitazione del governo e per decisione della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, approderanno infatti nell'Aula della Camera lunedì 28 luglio. Una circostanza irrituale, quella della calendarizzazione prima del via libera di Palazzo Chigi, che irrita l'opposizione proprio nel giorno in cui dal Csm arriva un primo parere negativo sul provvedimento «sospendi-processi», del quale la sesta commissione dell'organo di autogoverno della magistratura rileva la incostituzionalità e la dubbia «compatibilità» con la obbligatorietà della azione penale.
Il parere del plenum arriverà il primo luglio, ma intanto con il presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli il Pdl chiede la testa del vicepresidente del Csm Nicola Mancino per la fuga di notizie da Palazzo dei Marescialli. «Le dimissioni sarebbero un atto dovuto - afferma Berselli - di elementare sensibilità istituzionale, non un atto eroico».
Berselli punta il dito contro Mancino per non aver saputo garantire la dovuta «riservatezza», dopo le indiscrezioni «di enorme gravità istituzionale», che avrebbero messo «in grandissima difficoltà ed imbarazzo» il capo dello Stato Giorgio Napolitano e «non possono passare sotto silenzio». La tensione sul tema giustizia resta perciò altissima. E l'opposizione, in vista del varo del disegno di legge con corsia preferenziale sull'immunità delle alte cariche, respinge al mittente la proposta avanzata per il Pdl da Gaetano Pecorella, legale del premier.
«Potremmo andare in tempi brevi all'approvazione del Lodo - azzarda il deputato del Pdl - se l'opposizione si dichiarasse disponibile ad approvarlo, senza nemmeno passare attraverso la sospensione dei processi così come previsto ora dal decreto sicurezza». Il Pd non accetta ramoscelli d'ulivo, sul tema. «Non c'è e non ci può essere nessuno scambio o incrocio tra la norma blocca-processi ed il cosiddetto Lodo Schifani», chiude il ministro della Giustizia del governo ombra Pd, Lanfranco Tenaglia. Mentre Antonio Di Pietro e l'Idv continuano a stigmatizzare «l'uso privato che questo governo fa delle sue funzioni» e annunciano opposizione al "Lodo-bis" «dentro e fuori il Parlamento», il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini insiste invece sulla necessità di «bloccare la norma salva-processi offrendo a Berlusconi la disponibilità ad affrontare il tema della immunità delle più alte cariche dello Stato».
Ma anche dal Pdl si respinge l'ipotesi dello scambio tout court con il nuovo lodo. «Vogliamo solo - spiega Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera - che chi viene eletto dai cittadini possa governare seriamente, senza dover essere messo sotto accusa da parte di giudici che intralciano l'azione politica». A complicare le cose le nuove intercettazioni telefoniche di Silvio Berlusconi, che aprono un altro fronte di scontro. Ma il premier viene descritto, da chi gli ha parlato, come sempre più determinato ad andare avanti nella partita sulla giustizia.
«Noi abbiamo il dovere di abbassare i toni, ma dobbiamo farlo in Parlamento dialogando con l'opposizione - ragiona Italo Bocchino, presidente vicario dei deputati Pdl - Se fuori dal Parlamento l'opposizione alza i toni perchè tirata per la giacca da Di Pietro, ovviamente non è nostra responsabilità se il clima si surriscalda».

Fonte: L'adige del 26/06/2008

mercoledì 25 giugno 2008

Mauro Delladio, attivita' politica


Carissimi lettori del Blog del Circolo della Liberta', come accade prima delle vacanze e' di dover un saluto di commiato e un arrivederci, che in questa estate sara' un breve arrivederci, dati gli appuntamenti importanti che ci aspettano.

Insieme ai saluti vi trasferiamo anche gli aggiornamenti in fatto di attivita' politica dei nostri laboriosi consiglieri, in particolare il resoconto politico dell'amico Delladio, che puntualmente ci segna il passo per la strada che il partito sta battendo.

Di seguito l'augurio di buona estate in "fatti" da parte del Consigliere Provinciale.


Gentile Amica, caro Amico,

desidero portare alla Tua cortese attenzione le ultime interrogazioni che ho depositato in Consiglio provinciale in tema di sprechi e nepotismo:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3408_XIII.htm

in tema di trasporto scolastico:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3403_XIII.htm

in tema di sicurezza nelle scuole:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3383_XIII.htm

in tema di nomine in val di Fassa:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3356_XIII.htm

in tema di assistenza per chi è stato colpito dalla poliomielite:
http://www.delladio.com/interrogazioni/Assistenza_sanitaria/3351_XIII.htm

in tema di fototerapia:
http://www.delladio.com/interrogazioni/Assistenza_sanitaria/3350_XIII.htm

in tema di deposito rifiuti presso strutture ospedaliere:
http://www.delladio.com/interrogazioni/Assistenza_sanitaria/3349_XIII.htm

in tema di docenti senza requisiti di legge:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3331_XIII.htm


In allegato trovi anche un articolo di giornale che riassume l'esposto che ho depositato presso la Corte dei Conti di Trento nei giorni scorsi in merito alla dodicesima (!) variante riguardante l'appalto per la realizzazione della circonvallazione di Moena.


Per ulteriori approfondimenti puoi navigare nel sito http://www.delladio.com/ o collegarti al link
http://www.delladio.com/ULTIMI_INSERIMENTI.htm


Grazie per l'attenzione.

Cordialmente
Cons. Mauro Delladio





Contro Dellai: Borga


"La candidatura di Rodolfo Borga espressa dall’ottanta per cento del centro destra, appare alla nostra associazione una bella vittoria per la politica trentina. Che quasi tutti i partiti del centro destra, compresi quelli più locali, come Valli Unite di Denis Bertolini e la formazione di Renzo Gubert, abbiano espresso la loro simpatia per il sindaco di Mezzolombardo, dice della capacità di quest’ultimo di aggregare intorno a sé forze diverse, e di suscitare simpatie diffuse.

Borga non viene, infatti, dai partiti, non ha alcuna tessera, e può quindi essere veramente espressione non solo degli apparati di partito, ma anche della gente di tutti i giorni, sempre più desiderosa di essere protagonista e di non delegare più ogni decisione agli apparati di partito. La stessa Forza Italia, partito di maggioranza relativa, ha preferito fare un passo indietro, non reclamare un posto per un suo iscritto, comprendendo che sarebbe stata, agli occhi degli elettori, la salita manovra egoista e di parte. Ben venga dunque un homo novus, come avrebbero detto gli antichi romani, che non frequenta da sempre il palazzo e la politica, ma che accanto alla professione di avvocato ha condotto una brillante esperienza di amministratore locale, di sindaco stimato e super partes. Le percentuali di voto con cui il suo paese lo ha premiato, sono indice infatti di una politica concreta, vicina ai bisogni della gente.


Borga è per noi e per tanti una speranza di novità, dopo una gestione lunga e logorante del potere da parte degli stessi personaggi, di coloro che a nostro modo di vedere hanno fatto della Provincia un ente di parte, capace di rappresentare solamente chi sia disposto a legarsi al carrozzone del vincitore. Il magnifico Lorenzo Dellai, protagonista da troppi anni della politica locale, ha in questi anni costruito un sistema impenetrabile, utilizzando non certo al meglio le ricche risorse della comunità. Nell’ultima legislatura, per fare un solo esempio, ha aumentato di oltre cinque milioni di euro la spesa politica, solo per ottenere nove consiglieri in più per la maggioranza, e sistemare così un po’ di membri del partito. Come raccontava l’Adige del 12 novembre 2003, infatti, la giunta allargata e i nove ripescati hanno fatto lievitare enormemente le spese: a nulla è servita l’opposizione del consigliere Morandini, che ha messo in luce l’anomalia trentina, e neppure il gran parlare che si fa finalmente in Italia dei privilegi della cosiddetta “casta”. Sono lievitate, in questi anni, le prerogative della Provincia, gli enti legati ad essa a filo doppio, le ricchissime fondazioni che da sempre fiancheggiano il potere politico, sotto mentite spoglie (si pensi che solo l’inaugurazione della Fondazione Bruno Kessler è costato alla collettività 60.000 euro).


In questi anni il Trentino si è dato una verniciatura di grandeur, con le sue fondazioni, le sue mega manifestazioni miliardarie come il Festival dell’economia, ma ben poco si è provveduto a politiche sociali concrete, all’aiuto delle famiglie in difficoltà, a rendere veramente più vivibile e umana la nostra provincia, anche rispetto al problema immigrazione e sicurezza. L’attuale dibattito sulle ronde in piazza Dante non sarebbe mai nato, infatti, se solo si fosse fatto il proprio dovere, garantendo un minimo di vigilanza in punti della città dove chiunque passeggi sa che è diventato ormai difficile e pericoloso transitare. Poco si è fatto, dunque, e molto si è vantato, anche grazie ad un apparato giornalistico che definire faraonico è un eufemismo, se solo si considera che gli addetti stampa della giunta provinciale, per un lavoro non certo snervante, costano, in sei, circa mezzo milione di euro annui!


Salutiamo dunque con gioia la decisione del centro destra, grazie anche alla regia del consigliere Walter Viola, distintosi in questi anni per moderazione e spirito costruttivo, di offrire a molti cittadini l’occasione di sperare in un vento nuovo, in una nuova aggregazione politica che metta insieme i moderati, cattolici, persone che auspicano il cambiamento e componenti autonomiste cui il sindaco Borga guarda, da sempre, con simpatia. Augurandoci che avvenga, anche in Trentino, quello che è successo in Friuli, dove il lunghissimo governo dell’industriale Riccardo Illy, dopo tanti anni, è stato sfiduciato, contro i pronostici, a favore di una ventata di aria nuova. "


IL DIRETTIVO DI LIBERTA’ E PERSONA


Note: Liberta' e Persona e' stata definita "fucina della politica e della cultura", per sostenere chi si impegna ma non ha forza e per dare un punto fermo a chi vuole sapere, ma sapere bene.



domenica 22 giugno 2008

Finanziaria: anticipazioni

In carica da soli 33 giorni, il governo continua a mantenere gli impegni presi con l’elettorato, con una progressione cavalcante.


Dopo i decreti legge per affrontare l'emergenza rifiuti e per contrastare l'immigrazione clandestina, i provvedimenti per colpire la grande e piccola criminalità, l'abolizione totale dell’Ici, la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione, la rinegoziazione dei mutui è ora il momento della manovra economica.


Tremonti ha tenuto fede all'impegno di anticipare la manovra economica a prima dell’estate. Senza togliere un euro dalle tasche dei cittadini, si comincia ad aiutare chi ha più bisogno: carta prepagata per la spesa alimentare e le bollette per gli anziani con la pensione minima; fondo-casa per le giovani coppie; abolizione del divieto di cumulo tra pensione e lavoro per chi vuol proseguire l’attività; tagli ai costi del carburante; libri di testo e ricette mediche on line; liberalizzazione dei servizi pubblici locali per ridurre le bollette.

Si tratta di alcune delle misure a maggiore impatto popolare. E ci sono anche misure per lo sviluppo, come la conferma del ritorno al nucleare e la ripresa delle grandi opere, ad iniziare dalla Tav. Spariscono gli adempimenti burocratici introdotti da Prodi e Visco, come il grande fratello sui conti correnti, l’obbligo delle dimissioni su internet, la responsabilità, se fai dei lavori, di accertare che la ditta che hai chiamato sia in regola con fisco e contributi.

Nel suo saggio “La paura e la speranza” Tremonti ha elencato i pericoli che correva l’Europa di fronte agli eccessi della globalizzazione, alla crisi dei mercati e alle speculazioni della finanza mondiale di come questi rischiassero di scaricarsi sui ceti più deboli, sui poveri, sugli anziani, sulle famiglie e sui giovani. La manovra economica presentata mercoledì dà una prima risposta, anche con misure coraggiose come la cosiddetta "Robin Hood Tax", che colpisce i guadagni eccessivi "di congiuntura" di petrolieri, banche e assicurazioni, per recuperare denaro da destinare a chi ha più bisogno.

Nel nostro
www.versoilpopolodellaliberta.it trovi documenti e riflessioni per approfondire questi temi. Una cosa è però certa e indubitabile: il governo Berlusconi è al lavoro per mantenere gli impegni.


Fonte: on. Antonio Palmieri - Responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL

domenica 15 giugno 2008

Cristiani: senza l'adulti grazie

In risposta a quanto i quotidiani locali hanno scritto in fatto di partecipazione dei locali fedeli ai pellegrinaggi, c'e' da dire qualcosina, perche' le categorie per fare massa a qualcuno potrebbero anche piacere, ma a chi si sente bene anche da se' e non sente il bisogno di nascondersi tra le pieghe della politica anche in fatto di fede, le definizioni "appiccicate addosso" possono piacere, ma anche no. E' il caso della composizione della "massa a parte" dei prodiani cristiani-adulti.


Di seguito la lettera:

Gentile Sig.Colombo ,ho letto con attenzione il suo interessante articolo relativo a Medyugorje.Anch'io mi sono recato in pellegrinaggio in questa località ma desidero chiarire che in nessun modo desidero essere definito "cristiano adulto" ,come incautamente lei definisce i pellegrini che si recano in questa località.Dopo che il Sig.Prodi si è pubblicamente definito "cristiano adulto",dirigendo una compagine di atei sfegatati, ciò è per noi "cristiani e basta",una vera offesa.Ne tenga presente per il futuro e lo riferisca a tutta la redazione dell'Adige che è sempre più vistosamente orientata nella direzione dei "cristiani adulti":e la comunità trentina ne terrà certamente conto alle prossime elezioni provinciali.

Distinti saluti

Fabrizio Marizza
38100 TRENTO

giovedì 12 giugno 2008

Due anni di carcere a chi usa le intercettazioni per fare notizia

Accordo fatto sulle intercettazioni: si potranno effettuare per i reati da dieci anni in su, e anche per quelli contro la pubblica amministrazione. La fumata bianca è arrivata al termine dell'incontro del premier Berlusconi con gli alleati della Lega, che avevano proposto delle variazioni sul ddl. A confermare l'intesa raggiunta dall'esecutivo è lo stesso ministro dell'Interno Maroni. "L'accordo c'è", ha detto al termine dell'incontro con il Presidente del Consiglio ed il sottosegretario, Gianni Letta. Presenti anche i ministri leghisti Bossi, Calderoli, e Zaia. il disegno di legge sulle intercettazioni approderà domani in Consiglio dei ministri.


Tre anni di carcere per chi le pubblica - Nel ddl entrerà anche la norma che prevede la condanna a tre anni di carcere per chi pubblicasse intercettazioni o documenti vitati relativamente a procedimenti penali. Previsti da uno a tre anni di detenzione anche per chi "prenda illecitamente cognizione di atti del procedimento penale coperti da segreto". Nel disegno di legge si pensa infatti di modificare l'articolo 617 del codice penale, così come era stato riformato dal ddl Mastella. Si tratta di una norma che riguarderebbe anche i funzionari di cancelleria o chiunque prenda visione di questi atti e li renda noti. Il governo, tuttavia, starebbe ancora limando la norma e non è detto che non venga ulteriormente rivista.


Bossi: "Ci rientra tutto" - Anche Umberto Bossi, che ha lasciato per primo la riunione, si dice soddisfatto dell'esito dell'incontro. "E' andato bene", ha commentato uscendo da Palazzo Grazioli. Poi, il leader leghista si sofferma sui contenuti della norma: "C'è il tetto a 10 anni quindi rientra tutto". A confermare l'esito positivo del vertice anche Roberto Calderoli. "C'è accordo su tutto", dice il Ministro per la Semplificazione. Secondo fonti governative verrebbero inclusi, come anticipato da Alfano, anche i reati per corruzione.


Deroga su pedofili e "stalkers" - Lo strumento delle intercettazioni si potrà utilizzare comunque contro i reati di corruzione e nei casi di pedofilia e "stalking", ovvero molestie e persecuzioni private. I magistrati potranno tenere sotto controllo le vittime degli "stalkers" e nel ddl è previsto un archivio in cui saranno conservate le conversazioni intercettate.


Veltroni: "L'Italia ha altre emergenze" - A due mesi dalle elezioni c'è una totale sottovalutazione sui problemi principali della società italiana. Nell'azione di governo si stanno addensando molte contraddizioni dal reato di immigrazione clandestina all'Alitalia, dai rifiuti alla vicenda del refuso sul provvedimento delle intercettazioni''. Il segretario del Pd Walter Veltroni critica, al termine della riunione del governo ombra, l'azione del governo. ''Si è arrivati a pensare a un decreto sulle intercettazioni - afferma Veltroni - ma è davvero questa l'emergenza del Paese? L'emergenza sono i salari e le condizioni di vita degli italiani che rischiano l'impoverimento''. Anche sulla vicenda dei rifiuti, Veltroni sostiene: ''E' un problema che fa fatica a risolversi, benissimo i volontari, ma serve individuare e far funzionare le discariche''.


Natale (Fnsi): "Giornalisti in piazza contro il ddl" - "Se dovesse essere confermato il testo che si legge in questi giorni sui giornali, dovremmo dare risposte certe", è stato il primo commento alle indiscrezioni sul disegno di legge del presidente della Fnsi, Roberto Natale. "Ricordiamo - aggiunge - che sul disegno di legge Mastella, che a detta di molti era molto più tenue, il sindacato dei giornalisti ha fatto sciopero. Non possiamo accettare nessuna limitazione del diritto di cronaca e del diritto all'informazione dei cittadini di vicende di indubbia rilevanza sociale".

Commissioni UE completate ieri

Si è completata ieri, in Senato, la composizione delle commissioni legislative con l'istituzione della XIV commissione per le politiche dell'Unione Europea, composta da 29 membri.

Il senatore trentino del Pdl Giacomo Santini è stato eletto vicepresidente vicario. In una nota, lo stesso Santini comunica di vedere così «riconosciuta la propria competenza in tema di politiche europee, maturata in due legislature al Parlamento europeo.

La XIV commissione - sottolinea - ha il compito di predisporre le procedure di trasposizione della legislazione europea, in vista del passaggio in aula al Senato». «Sono onorato per questo incarico - afferma Santini - e lo considero complementare a quello di membro del Consiglio d'Europa, che mi consentirà di rimanere immerso nelle tematiche europee, al servizio dell'Italia e del mio territorio».

Santini è stato designato inoltre a far parte come membro effettivo della commissione agricoltura e come supplente della commissione che ha competenza su industria, turismo, commercio, artigianato. Tra i parlamentari trentini, è vicepresidente di commissione anche il senatore della Lega Nord Sergio Divina, eletto nella terza commissione che si occupa di affari esteri e emigrazione. Alla Camera invece Laura Froner del Pd è vice in commissione attività produttive.

Silvio e l'America


Nel suo viaggio d'addio all'Europa sempre più dominato dalla questione iraniana, il presidente americano George W. Bush troverà nella sua sosta romana, oltre al «vecchio amico» Silvio Berlusconi, una politica estera italiana piena di novità destinate a rafforzare ancora di più la già notevole sintonia tra Washington e Roma.


Nella sua visita centrata sul tentativo di convincere gli alleati europei della necessità di aumentare le pressioni su Teheran, perchè rinunci a portare avanti il suo programma nucleare, la posizione più rigida assunta dal nuovo governo italiano nei confronti del regime di Mahmoud Ahmadinejad può solo essere accolta con soddisfazione dall'inquilino della Casa Bianca che considera la possibilità che l'Iran ottenga la bomba atomica «una minaccia straordinaria» per la pace mondiale. Il presidente Bush ha avuto l'occasione nella sua sosta a Berlino per discutere con il leader tedesco Angela Merkel un ingresso dell'Italia nel 5+1 (cioè i cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania), uno sviluppo che gli Stati Uniti considerano con favore ma che ha trovato per adesso nella resistenza della Germania il suo ostacolo maggiore.


Il nuovo pacchetto che sarà presentato tra qualche giorno agli iraniani dal titolare della politica estera dell'Ue, Javier Solana, prevede un mix di incentivi e minacce. Se sarà rifiutato da Teheran, come appare probabile, sarà necessario passare dalle parole ai fatti, inasprendo le sanzioni sia nei rapporti multilaterali che unilaterali, e l'Italia sarà chiamata a fare la sua parte. Bush arriva in Italia mentre a Parigi si svolge la conferenza sugli aiuti e sulla ricostruzione dell'Afghanistan, un'altra priorità per Bush che intende lasciare in eredità al suo successore alla Casa Bianca una situazione più stabile possibile in Afghanistan e in Iraq. E anche qui la risposta positiva del nuovo governo italiano ad un impiego più flessibile dei militari italiani impegnati in Afghanistan, con interventi «fuori area» in zone dove i Taleban sono molto aggressivi, è sicuramente una buona notizia per il presidente Bush.


Il ruolo italiano in Libano si inserisce alla perfezione nella «Agenda della Libertà» per la difesa e lo sviluppo della democrazia del mondo che è da sempre uno dei pilastri della dottrina politica di Bush. E l'identità di vedute tra Roma e Washington sulla importanza del rapporto transatlantico, ulteriormente accentuata dal governo Berlusconi, completa il panorama di una visita romana che non dovrebbe riservare sorprese sgradevoli all'inquilino della Casa Bianca. Bush non ha mai nascosto la sua simpatia per Berlusconi, uno dei pochi leader ad essere stati ricevuti dal presidente Usa sia a Camp David che al suo ranch texano, oltre che naturalmente alla Casa Bianca. La visita italiana consentirà a Bush di incontrare di nuovo Benedetto XVI, dopo la grande accoglienza riservata al Papa in aprile quando era stato salutato nel giardino della Casa Bianca, nel giorno del suo compleanno, dal coro Happy Birthday e da un Bush letteralmente affascinato dalla personalità del pontefice.


Il fatto che Bush troverà a Roma un nuovo governo, rispetto ad un anno fa, viene totalmente ignorato dai compilatori del «press kit» della Casa Bianca per i media al seguito del presidente americano. La scheda dedicata all'Italia spiega infatti che il premier è Romano Prodi, il ministro degli esteri Massimo D'Alema e il ministro della difesa Arturo Parisi. La sezione dedicata alle biografie degli interlocutori di Bush contiene invece correttamente anche la scheda di Silvio Berlusconi.


La biografia afferma che Berlusconi «ama socializzare e l'ex-cantante di navi da crociera qualche volta intrattiene i suoi ospiti suonando il piano». Si rileva anche che «nel 2006 gli è stato installato un pacemaker dopo che era svenuto ad un comizio».


Cristiano Del Riccio per L'Adige Giugno 2008

venerdì 6 giugno 2008

Clandestinita': quando e' reato

Evitando di cadere in inganno in fatto di clandestinita' e immigrazione irregolare: le polemiche giornalistiche di questi giorni hanno fatto poca chiarezza a riguardo, in seguito alle dichiarazioni del presidente Berlusconi.



Non c'è nessuna marcia indietro, il nostro impegno è totale per raggiungere l'obiettivo di mettere fine all'ingresso dei clandestini nel nostro Paese e di bloccare ed espellere coloro che entrano illegalmente in Italia. Le osservazioni del premier erano tese a invitare il Parlamento ad approvare una norma che sia poi concretamente applicabile e fosse efficace, come comincia a mostrare di essere in questi giorni il decreto sulla sicurezza approvato la settimana scorsa.


Va precisato, come hanno fatto sia il ministro degli interni Maroni che il ministro degli esteri Frattini, che il reato di immigrazione clandestina è un deterrente, è un messaggio che dice che ora si fa sul serio. Per questo motivo esso non avrà effetto retroattivo (nessuno espellerà le badanti) ma sarà usato come in altri paesi europei come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna.


Anche l'Unione Europea nella giornata di ieri ha emanato le nuove norme che sono coerentemente in linea con quanto il nostro governo prevede nel suo disegno di legge che il Senato inizierà a esaminare da lunedì prossimo. Ora spetta al Parlamento fare la sua parte e varare una legge che funzioni.


Fonte: Comunicazione PDL
Foto: Panorama