
Walter Viola, consigliere provinciale di Forza Italia molto vicino a Mario Malossini, fa un esplicito invito agli elettori della Margherita a sostenere per la Camera la lista del Popolo delle libertà, in modo da contribuire a mandare Mario Malossini, che occupa il sesto posto in lista (quarto posto tolti Fini e Berlusconi), a Roma. Si deve anche a Viola e ai suoi rapporti con Formigoni e la Compagnia delle Opere, se sabato scorso la mediazione con i vertici romani per fare rientrare Malossini in lista è andata in porto.
«Sono dispiaciuto - spiega Walter Viola - per il fatto che non sia stata valorizzata a pieno la componente trentina nella lista per la Camera del Pdl, ma sono convinto che per Mario Malossini la partita sia giocabile con buone possibilità di essere eletto e questo vuol dire che sarà l'unico deputato trentino di peso a Roma, perché nella lista del Pd ai primi posti non c'è nessuno dell'area Margherita. Per questo invito i margheritini a tenerne conto». Viola ricorda infatti che nella testa di lista del Pd c'è il bellunese Bressa e ci sono due esponenti degli ex Ds, Laura Froner e l'altoatesina Luisa Gnecchi, che secondo il consigliere provinciale azzurro non possono essere definiti «di peso» per quanto riguarda la capacità di difendere le istanze dell'autonomia trentina, come potrebbe fare l'ex presidente della Provincia. «Lunelli agita lo spettro del centrodestra contro l'autonomia - continua Viola - ben sapendo che la realtà è che con il governo Berlusconi c'erano meno ricorsi alla Corte costituzionali da parte della Provincia che con i governi di centrosinistra e che non è mai stata tolta una lira alle autonomie speciali».
Anche Ettore Zampiccoli , Coordinatore provinciale di Forza Italia, non nasconde l'amarezza per il trattamento riservato da Roma ma osserva: «Forse non abbiamo curato abbastanza i rapporti con il vertice nazionale del partito. La politica è relazioni e lobbing e dovremmo potenziare i canali con la capitale, ma penso che sia ingeneroso dire che Forza Italia del Trentino non c'è perché a parte Santini non ha parlamentari mentre la Lega ne ha due. È vero che alle elezioni politiche abbiamo donato molto sangue agli alleati, come l'Udc, ma questo non vuol dire che il partito in Trentino sia in crisi». «Noi - continua Zampiccoli - abbiamo i voti, anche alle ultime politiche ne abbiamo raccolti 70 mila, e molti amministratori comunali, sindaci, e ci siamo radicati negli ultimi anni. Certo, siamo pur sempre un partito giovane e in Trentino c'è un controllo politico legato alla distribuzione delle risorse dell'autonomia speciale che rende difficile per un partito che si trova all'opposizione trovare persone disposte a uscire allo scoperto e impegnarsi contro chi oggi governa in Provincia. Molti hanno paura di esprimersi». Il coordinatore provinciale conta molto per tutte queste ragioni che Mario Malossini riesca ad essere eletto: «Con il premio di maggioranza, se vinciamo le elezioni, il quarto seggio con i resti è realistico. Noi ci crediamo».
Fonte: L'Adige
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