Lunedì sera, davanti ai telegiornali che annunciavano la vittoria di Silvio Berlusconi, il Trentino ha fatto tre scoperte: di essere perfettamente allineato agli umori e alle tendenze nazionali, financo nel numero delle astensioni; di ritrovarsi politicamente a destra; di avere già un partito «territoriale», di nome Lega.Ha anche scoperto, nonostante l'autonomia ricca di denari, la disoccupazione assente, i benefici diffusi, di sentirsi scontento, di avere voglia di aggiungere al malumore nazionale, sfociato nel populismo consolatorio del cavaliere, una sua protesta locale e specifica contro il sistematico scippo che in Provincia è stato portato avanti contro ogni «quadro» politico (e amministrativo) che non fosse la volontà, e spesso l'arbitrio, di un ristretto gruppo decisionale di vertice.
Sono stati molti gli osservatori che hanno rilevato, nel voto trentino, una certa caratura aggiuntiva antidellaiana.
Gli alleati supini a Piazza Dante sono stati puniti, mentre lo stesso braccio destro di Dellai nel collegio di Trento, Betta, è stato bocciato. Che si sia trattato di una protesta appare evidente non solo dai molti voti «disgiunti» fra Camera e Senato, ma anche dalla constatazione che Divina non è stato certo eletto per i suoi meriti (cosa ha fatto a Roma?) ma perché si è trovato dalla parte giusta. «Cosa potevo fare - ci ha detto un elettore di Trento che, prima di domenica, aveva sempre scelto il centrosinistra - se non votare Divina? Se avevo qualche dubbio mi è passato quando ho visto la scheda, in cabina. Proprio non mi riusciva di tracciare una croce sul simbolo della Volkspartei e su quella montagnole fasulle e tradite».
E' una protesta che viene da lontano, che sì è manifestata più volte, nella sua connotazione di destra, nel voto delle valli, che è stata lasciata crescere anche nelle periferie urbane di fronte ad un'assenza di proposta e di strategia politica e sociale, non solo di fronte ai problemi di rom e moschee, ma con le città svuotate dei negozi (e quindi dei loro primi presidi) con i piccoli commercianti impoveriti, con gli artigiani lasciati alla loro rabbia, con le scelte di fondo appaltate agli immobiliaristi e ai funiviari (i quali con una mano prendono i contributi da Dellai e con l'altra gli votano contro) con l'umiliazione del ceto medio politico «connettivo», spesso irriso nelle sue critiche e nei suoi valori, con l'appiattimento dei mondi che facevano da cuscinetto alla protesta e da traino alla proposta, come la scuola, la cultura, l'ambiente, la sanità. Non si può costruire una politica solo con il marketing.
Così gli elettori trentini hanno punito non solo Betta e premiato Santini (sul quale, sicuramente in Valsugana si sono concentrati anche voti moderati di centrosinistra, come sono confluiti su Luigi Casanova che ha ottenuto un ottimo risultato personale, pur nella Caporetto dell'arcobaleno) ma hanno mandato a Palazzo Madama perfino un Cristano de Eccher, che in campagna elettorale aveva esplicitamente accusato la politica del governatore di aver «corrotto» il Trentino.
Non è un caso, in questa cornice, il successo di «Italia dei Valori» e dell'Udc, espressione di nostalgia per una politica capace di indicare linee di comportamenti civili, non solo di gestire potere (o di raccogliere firme nei gazebo contro il potere).Gli italiani hanno scelto e a Roma inizierà una partita difficilissima. L'ammucchiata di An nel Pdl, l'esclusione da ogni rappresentanza parlamentare di Destra e Sinistra, con il Pd totalmente scoperto a sinistra, non sono di buon auspicio per un confronto sociale ordinato.
I trentini, invece, ancora non hanno scelto, la partita decisiva si giocherà con le elezioni provinciali di ottobre, determinata da un sistema elettorale locale che non ci stancheremo mai di giudicare inaccettabile per un'autonomia.
Nel mirino c'è Dellai e il sistema di potere costruito in questi cinque anni. Il miraggio è quello di assicurarsi il bottino di Piazza Dante che finirà tutto nelle mani del vincitore, con «benefit» aggiuntivi, come scuola, sanità, fondazioni culturali.
di Franco de Battaglia - Trentino quotidiano On Line
di Franco de Battaglia - Trentino quotidiano On Line
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