domenica 4 maggio 2008

Malossini: da Roma a Trento



Mario Malossini, leader di Forza Italia del Trentino, voleva andare a Roma come deputato, ma la scelta nazionale sull'ordine di lista, gli ha impedito, anche in questa occasione, di conquistare l'agognato seggio.




Morale, consapevole che sarà difficile un suo ripescaggio per un incarico romano, Malossini dovrà cominciare a guardarsi in giro a livello locale e decidere cosa fare in vista delle prossime elezioni provinciali. In molti sono tornati a chiedergli di essere lui il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia, convinti che sia l'unico nome forte che Forza Italia può contrapporre all'ipotesi del senatore Sergio Divina che ormai la Lega nord è decisa a sostenere con grande determinazione.

Lui però si schermisce, non ne vuole parlare, anche se la possibilità appare tutt'altro che peregrina. «Noi - ricorda Malossini - abbiamo dato due indicazioni, che sono Walter Viola e Rodolfo Borga e le riteniamo due candidature che hanno una loro validità: rappresentano una novità e sono credibili. Non credo dunque che siano cambiare le condizioni anche se capisco che la Lega nord possa avanzare la sua proposta. Ci troveremo al più presto con loro e con Alleanza nazionale, per affrontare la questione».

La Lega nord è così decisa a non mollare sul nome di Sergio Divina come candidato della coalizione di centrodestra, che ieri ha fatto sapere del via libera del leader nazionale Umberto Bossi a metterla giù dira paventando una corsa solitaria nell'ipotesi che venga scelto un nomi diverso. La Lega, anche nei mesi scorsi, aveva espresso forti perplessità sui nomi nuovi di Borga, Viola e anche su quello di Marcello Carli definendoli troppo deboli perché soprattutto sono sconosciuti. È evidente che l'unico nome che Forza Italia può mettere sul piatto senza correre il rischio di sentirsi dire che non è «forte» è quello del leader Mario Malossini.

Proprio per questo, mentre il coordinatore azzurro sembrava definitivamente uscito dalla rosa dei papabili ecco che lo vediamo riaffacciarsi riaprendo però anche quel dibattito sul suo nome, interno a Forza Italia e con gli alleati, che già aveva portato qualche mese fa a preferirgli altri candidati. In particolare, il nome di Malossini non piace ad Alleanza nazionale e neanche all'Udc, mentre la Lega ha sempre dichiarato di considerarlo un candidato competitivo. Insomma, invece di essere in dirittura d'arrivo, la scelta del candidato presidente del centrodestra sembra complicarsi ulteriormente. Malossini però si dice sicuro di una cosa: «Ci sarà rispetto da parte di Roma delle scelte del territorio.

Berlusconi non farà ingerenze e non credo che ci potranno essere imposizioni di un candidato della Lega. Se sarà questa la scelta vuol dire che la l'avremo fatta a Trento». E se lo dice lui che ha subito quello che ha subito in occasione delle candidature alle politiche, non resta che credergli fino a prova contraria. Intanto, avverte sempre Malossini: «Dobbiamo ancora capire se ci sarà la lista del Pd o due liste distinte. Io penso che sarebbe meglio andare con i due simboli. L'importante è però che la coalizione si presenti con poche liste: Forza Italia, An, Lega Udc e autonomisti e basta». L.P.


Courtesy: L'Adige.it

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