Nessuna sanatoria, espulsioni efficaci, ma un occhio di riguardo per le badanti. È la linea espressa dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, a Varese per la Festa della polizia. Mentre Umberto Bossi, accanto al ministro, polemizza con la Spagna («loro - dice - sono stati i primi a sparare sugli immigrati») e, a proposito degli episodi di intolleranza contro i campi rom, osserva che «se lo Stato non fa il suo dovere lo fa la gente, la gente dopo un pò si rompe le scatole».
ULTIMI RITOCCHI AL PACCHETTO
Intanto gli uffici legislativi dei ministeri Interno e Giustizia continuano a lavorare al pacchetto sicurezza (un decreto ed alcuni ddl) che sarà varato mercoledì nel Consiglio dei ministri di Napoli. L'obiettivo è quello di scrivere articolati che non possano poi incappare nei rilievi di Quirinale, Ue o Corte Costituzionale e si sta rilevando un'impresa non facile.
MARONI, TERREMO CONTO DEL CASO DELLE BADANTI
A tenere banco è il caso badanti. «Non ci può essere sanatoria - ha spiegato Maroni - per chi è entrato irregolarmente, ma terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale, come le badanti». Non è giusto, ha sottolineato, «mettere sullo stesso piano chi viene per commettere reati, chi violenta una donna o rapina una villa, e chi viene e svolge un compito sociale importante, come quello delle badanti: quindi distingueremo». Un invito a tener fuori le badanti ed i collaboratori domestici ancora non regolarizzati dal giro di vite previsto è arrivato dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che per loro ha auspicato una «rigida e controllata regolarizzazione». Nell'ultimo decreto flussi sono previsti 65.000 ingressi per colf e badanti extracomunitarie, ma le domande arrivate sono molte di più (sono complessivamente 700.000 a fronte di una quota di 170.000 lavoratori ammessi). Secondo la Uil, comunque, le badanti straniere presenti in Italia sono un milione e circa il 60% lavora in nero. Hanno un'età media vicina ai 45 anni, molte sono le diplomate o laureate, il più sposate e con figli nati o fatti venire in Italia.
ESPULSIONI PIÙ EFFICACI
Altro punto che sta molto a cuore al ministro dell'Interno è l'efficacia degli allontanamenti. E l'unico modo per un ottenerla, ha spiegato, «è l'espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera». Nel pacchetto saranno così inseriti meccanismi più efficaci di espulsione sia per gli extracomunitari che per i comunitari. Per questi ultimi, ad esempio, la soluzione individuata è quella di far scattare l'allontanamento, con divieto di reingresso, per chi non dimostra di avere un reddito minimo lecito: se rientra in Italia, commette un reato e può essere arrestato.
OSSERVATORE UE CRITICO CON L'ITALIA
Un osservatore Ue per la questione nomadi ha criticato le condizioni trovate in Italia: «La situazione dei rom in Italia è orribile. È incredibile che in un paese democratico ci siano persone che vivono senza diritti e senza documenti anche se sono qui da 40 anni», ha sostenuto l'europarlamentare di etnia rom Viktoria Mohacsi durante una visita al più grande campo nomadi di Roma, il Casilino 900.
Fonte: L'Adige 18/05/2008
ULTIMI RITOCCHI AL PACCHETTO
Intanto gli uffici legislativi dei ministeri Interno e Giustizia continuano a lavorare al pacchetto sicurezza (un decreto ed alcuni ddl) che sarà varato mercoledì nel Consiglio dei ministri di Napoli. L'obiettivo è quello di scrivere articolati che non possano poi incappare nei rilievi di Quirinale, Ue o Corte Costituzionale e si sta rilevando un'impresa non facile.
MARONI, TERREMO CONTO DEL CASO DELLE BADANTI
A tenere banco è il caso badanti. «Non ci può essere sanatoria - ha spiegato Maroni - per chi è entrato irregolarmente, ma terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale, come le badanti». Non è giusto, ha sottolineato, «mettere sullo stesso piano chi viene per commettere reati, chi violenta una donna o rapina una villa, e chi viene e svolge un compito sociale importante, come quello delle badanti: quindi distingueremo». Un invito a tener fuori le badanti ed i collaboratori domestici ancora non regolarizzati dal giro di vite previsto è arrivato dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che per loro ha auspicato una «rigida e controllata regolarizzazione». Nell'ultimo decreto flussi sono previsti 65.000 ingressi per colf e badanti extracomunitarie, ma le domande arrivate sono molte di più (sono complessivamente 700.000 a fronte di una quota di 170.000 lavoratori ammessi). Secondo la Uil, comunque, le badanti straniere presenti in Italia sono un milione e circa il 60% lavora in nero. Hanno un'età media vicina ai 45 anni, molte sono le diplomate o laureate, il più sposate e con figli nati o fatti venire in Italia.
ESPULSIONI PIÙ EFFICACI
Altro punto che sta molto a cuore al ministro dell'Interno è l'efficacia degli allontanamenti. E l'unico modo per un ottenerla, ha spiegato, «è l'espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera». Nel pacchetto saranno così inseriti meccanismi più efficaci di espulsione sia per gli extracomunitari che per i comunitari. Per questi ultimi, ad esempio, la soluzione individuata è quella di far scattare l'allontanamento, con divieto di reingresso, per chi non dimostra di avere un reddito minimo lecito: se rientra in Italia, commette un reato e può essere arrestato.
OSSERVATORE UE CRITICO CON L'ITALIA
Un osservatore Ue per la questione nomadi ha criticato le condizioni trovate in Italia: «La situazione dei rom in Italia è orribile. È incredibile che in un paese democratico ci siano persone che vivono senza diritti e senza documenti anche se sono qui da 40 anni», ha sostenuto l'europarlamentare di etnia rom Viktoria Mohacsi durante una visita al più grande campo nomadi di Roma, il Casilino 900.
Fonte: L'Adige 18/05/2008
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