Il premier Silvio Berlusconi, in apertura del dibattito sulla fiducia al Senato (fiducia votata stamane dalla Camera con 335 voti a favore, 275 contrari e un astenuto), ha definito "storica" la disponibilità al dialogo da parte dell'opposizione, verificata ancora stamane alla Camera nelle dichiarazioni di voto. "Una disponbilità mai prima verificata", ha aggiunto il premier che si e' detto grato a Veltroni per la sua apertura ad un confronto senza pregiudiziali.
"Mi preme ribadire e sottolineare che la ricerca del dialogo sarà il nostro metodo di lavoro", ha continuato il presidente del Consiglio, confermando quale sarà la linea che adotterà la sua maggioranza in questa legislatura e accennando all'intervento del leader dell'opposizione Walter Veltroni che "ha raccolto l'invito al dialogo fissando alcuni paletti sulle riforme e sulla sicurezza", consentendo "un confronto senza pregiudiziali". Secondo Berlusconi questo nuovo clima instauratosi tra maggioranza e opposizione "fa bene alle istituzioni, fa bene al Paese"
"Per migliorare la situazione del Paese servono dei rimedi, delle misure anche difficili e impopolari, per far fronte a vere emergenze sociali", ha continuato Berlusconi, annunciando poi che "il decreto sulla sicurezza sarà varato nella prima riunione operativa del Consiglio dei Ministri che sarà a Napoli". "Si impone una svolta profonda nelle politiche sulla sicurezza", ha detto ancora il premier che ha poi sottolineato i sacrifici delle forze dell'ordine e dei magistrati nella loro opera di contrasto alla criminalità. Parole accolte con un breve applauso dall'aula di Palazzo Madama.
Berlusconi ha poi sottolineato la necessita' di ridare credibilita' e autorevolezza alla politica':
"e' necessario che questo parlamento riscatti l'immagine della politica avviando procedure efficaci per raggiungere risultati tangibili per gli italiani perché non ci saranno ulteriori prove di appello". "Considererò un grande successo del governo e del Parlamento - ha aggiunto Berlusconi - se la prossima volta per chi vincerà le elezioni gli editoriali dei giornali non parleranno più di pacificazione e di legittimazione, come eventi straordinari, ma si occuperanno solo delle cose da fare per il bene del Paese". "Mi auguro che il prossimo premier, chiunque esso sia, al suo primo intervento alle Camere, non parli più di dialogo e pacificazione come eventi straordinari ma elenchi le cose pratiche che intende fare".
BERLUSCONI CITA IL PAPA, MAI SMETTERE LAVORARE PER L'ITALIA
In chiusura Silvio Berlusconi ha detto di voler "fare proprie le parole del Sommo Pontefice quando ha ricordato che il nostro dovere è di non smettere mai di lavorare per la nostra amata nazione italiana". Prima della citazione, Berlusconi aveva ricordato l'invocazione dell'aiuto di Dio fatta alla Camera senza che questo - ha spiegato - pregiudichi in alcun modo la natura laica e democratica dello Stato.
BERLUSCONI, USCIRE DA UNA GUERRA VENTENNALE
"Anche su questo terreno, in passato fonti di incomprensioni e di scontri, si può uscire da quella che è stata una guerra quasi ventennale". Così Silvio Berlusconi, al Senato, accenna al confronto sul sistema televisivo e in particolare sulla Rai. "Anche su questo terreno - aggiunge il presidente del Consiglio - non c'é altra strada che quella del dialogo e della comune assunzione di responsabilità". Berlusconi cita l'intervento del leader del Pd Walter Veltroni alla Camera che aveva parlato della necessità di garantire autonomia e libertà di informazione a partire dalla indipendenza della Rai assicurando che "su questi punti c'é la nostra adesione.
"Mi preme ribadire e sottolineare che la ricerca del dialogo sarà il nostro metodo di lavoro", ha continuato il presidente del Consiglio, confermando quale sarà la linea che adotterà la sua maggioranza in questa legislatura e accennando all'intervento del leader dell'opposizione Walter Veltroni che "ha raccolto l'invito al dialogo fissando alcuni paletti sulle riforme e sulla sicurezza", consentendo "un confronto senza pregiudiziali". Secondo Berlusconi questo nuovo clima instauratosi tra maggioranza e opposizione "fa bene alle istituzioni, fa bene al Paese"
"Per migliorare la situazione del Paese servono dei rimedi, delle misure anche difficili e impopolari, per far fronte a vere emergenze sociali", ha continuato Berlusconi, annunciando poi che "il decreto sulla sicurezza sarà varato nella prima riunione operativa del Consiglio dei Ministri che sarà a Napoli". "Si impone una svolta profonda nelle politiche sulla sicurezza", ha detto ancora il premier che ha poi sottolineato i sacrifici delle forze dell'ordine e dei magistrati nella loro opera di contrasto alla criminalità. Parole accolte con un breve applauso dall'aula di Palazzo Madama.
Berlusconi ha poi sottolineato la necessita' di ridare credibilita' e autorevolezza alla politica':
"e' necessario che questo parlamento riscatti l'immagine della politica avviando procedure efficaci per raggiungere risultati tangibili per gli italiani perché non ci saranno ulteriori prove di appello". "Considererò un grande successo del governo e del Parlamento - ha aggiunto Berlusconi - se la prossima volta per chi vincerà le elezioni gli editoriali dei giornali non parleranno più di pacificazione e di legittimazione, come eventi straordinari, ma si occuperanno solo delle cose da fare per il bene del Paese". "Mi auguro che il prossimo premier, chiunque esso sia, al suo primo intervento alle Camere, non parli più di dialogo e pacificazione come eventi straordinari ma elenchi le cose pratiche che intende fare".
BERLUSCONI CITA IL PAPA, MAI SMETTERE LAVORARE PER L'ITALIA
In chiusura Silvio Berlusconi ha detto di voler "fare proprie le parole del Sommo Pontefice quando ha ricordato che il nostro dovere è di non smettere mai di lavorare per la nostra amata nazione italiana". Prima della citazione, Berlusconi aveva ricordato l'invocazione dell'aiuto di Dio fatta alla Camera senza che questo - ha spiegato - pregiudichi in alcun modo la natura laica e democratica dello Stato.
BERLUSCONI, USCIRE DA UNA GUERRA VENTENNALE
"Anche su questo terreno, in passato fonti di incomprensioni e di scontri, si può uscire da quella che è stata una guerra quasi ventennale". Così Silvio Berlusconi, al Senato, accenna al confronto sul sistema televisivo e in particolare sulla Rai. "Anche su questo terreno - aggiunge il presidente del Consiglio - non c'é altra strada che quella del dialogo e della comune assunzione di responsabilità". Berlusconi cita l'intervento del leader del Pd Walter Veltroni alla Camera che aveva parlato della necessità di garantire autonomia e libertà di informazione a partire dalla indipendenza della Rai assicurando che "su questi punti c'é la nostra adesione.
Nessun commento:
Posta un commento