venerdì 27 giugno 2008

La vera giustizia: rispettare la volonta' dei cittadini.

''Se il premier dovesse occuparsi delle udienze, farebbe un buon servizio a se stesso ma un cattivo servizio al Paese. Crediamo che questa nostra iniziativa legislativa possa portare un elemento di equilibrio in più verso un ordinato e sereno assetto tra i poteri dello Stato.”

Queste parole del ministro della giustizia Angelino Alfano sintetizzano il fine del disegno di legge, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, che prevede la sospensione provvisoria dei processi per le alte cariche dello Stato.Il provvedimento prevede la sospensione dei processi per il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera e il Presidente del Consiglio, per i reati che non riguardano il loro incarico istituzionale.


Queste disposizioni sono un valore per la democrazia, perché sono utili al buon funzionamento delle istituzioni e al sereno svolgimento del mandato che cui le alte cariche dello Stato sono state demandate dal voto popolare. Non si tratta di cancellare i processi, ma della loro sospensione temporanea, come avviene per esempio in Francia, per evitare quell’uso strumentale della giustizia come strumento di lotta politica che da troppi anni avvelena la vita politica del nostro Paese. Dopo ogni vittoria elettorale di Berlusconi e vengono accelerate iniziative giudiziarie rivolte alla delegittimazione e alla caduta del governo voluto dagli elettori. Un esito sovversivo, che deve essere evitato.


Grazie per l’attenzione - per approfondire, vieni su http://www.versoilpopolodellaliberta.it/


Fonte: Comunicazione Forza Italia PDL

Dal Parlamento


Ha già una data di discussione in Parlamento il disegno di legge che sospende i processi per le quattro più alte cariche dello Stato e che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare oggi (anche se il lodo Schifani bis non compare all'ordine del giorno della riunione a Palazzo Chigi.)
Le norme - che puntano a consentire il «sereno svolgimento» delle funzioni di presidente della Repubblica, presidenti di Senato e Camera e presidente del Consiglio - su sollecitazione del governo e per decisione della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, approderanno infatti nell'Aula della Camera lunedì 28 luglio. Una circostanza irrituale, quella della calendarizzazione prima del via libera di Palazzo Chigi, che irrita l'opposizione proprio nel giorno in cui dal Csm arriva un primo parere negativo sul provvedimento «sospendi-processi», del quale la sesta commissione dell'organo di autogoverno della magistratura rileva la incostituzionalità e la dubbia «compatibilità» con la obbligatorietà della azione penale.
Il parere del plenum arriverà il primo luglio, ma intanto con il presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli il Pdl chiede la testa del vicepresidente del Csm Nicola Mancino per la fuga di notizie da Palazzo dei Marescialli. «Le dimissioni sarebbero un atto dovuto - afferma Berselli - di elementare sensibilità istituzionale, non un atto eroico».
Berselli punta il dito contro Mancino per non aver saputo garantire la dovuta «riservatezza», dopo le indiscrezioni «di enorme gravità istituzionale», che avrebbero messo «in grandissima difficoltà ed imbarazzo» il capo dello Stato Giorgio Napolitano e «non possono passare sotto silenzio». La tensione sul tema giustizia resta perciò altissima. E l'opposizione, in vista del varo del disegno di legge con corsia preferenziale sull'immunità delle alte cariche, respinge al mittente la proposta avanzata per il Pdl da Gaetano Pecorella, legale del premier.
«Potremmo andare in tempi brevi all'approvazione del Lodo - azzarda il deputato del Pdl - se l'opposizione si dichiarasse disponibile ad approvarlo, senza nemmeno passare attraverso la sospensione dei processi così come previsto ora dal decreto sicurezza». Il Pd non accetta ramoscelli d'ulivo, sul tema. «Non c'è e non ci può essere nessuno scambio o incrocio tra la norma blocca-processi ed il cosiddetto Lodo Schifani», chiude il ministro della Giustizia del governo ombra Pd, Lanfranco Tenaglia. Mentre Antonio Di Pietro e l'Idv continuano a stigmatizzare «l'uso privato che questo governo fa delle sue funzioni» e annunciano opposizione al "Lodo-bis" «dentro e fuori il Parlamento», il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini insiste invece sulla necessità di «bloccare la norma salva-processi offrendo a Berlusconi la disponibilità ad affrontare il tema della immunità delle più alte cariche dello Stato».
Ma anche dal Pdl si respinge l'ipotesi dello scambio tout court con il nuovo lodo. «Vogliamo solo - spiega Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera - che chi viene eletto dai cittadini possa governare seriamente, senza dover essere messo sotto accusa da parte di giudici che intralciano l'azione politica». A complicare le cose le nuove intercettazioni telefoniche di Silvio Berlusconi, che aprono un altro fronte di scontro. Ma il premier viene descritto, da chi gli ha parlato, come sempre più determinato ad andare avanti nella partita sulla giustizia.
«Noi abbiamo il dovere di abbassare i toni, ma dobbiamo farlo in Parlamento dialogando con l'opposizione - ragiona Italo Bocchino, presidente vicario dei deputati Pdl - Se fuori dal Parlamento l'opposizione alza i toni perchè tirata per la giacca da Di Pietro, ovviamente non è nostra responsabilità se il clima si surriscalda».

Fonte: L'adige del 26/06/2008

mercoledì 25 giugno 2008

Mauro Delladio, attivita' politica


Carissimi lettori del Blog del Circolo della Liberta', come accade prima delle vacanze e' di dover un saluto di commiato e un arrivederci, che in questa estate sara' un breve arrivederci, dati gli appuntamenti importanti che ci aspettano.

Insieme ai saluti vi trasferiamo anche gli aggiornamenti in fatto di attivita' politica dei nostri laboriosi consiglieri, in particolare il resoconto politico dell'amico Delladio, che puntualmente ci segna il passo per la strada che il partito sta battendo.

Di seguito l'augurio di buona estate in "fatti" da parte del Consigliere Provinciale.


Gentile Amica, caro Amico,

desidero portare alla Tua cortese attenzione le ultime interrogazioni che ho depositato in Consiglio provinciale in tema di sprechi e nepotismo:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3408_XIII.htm

in tema di trasporto scolastico:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3403_XIII.htm

in tema di sicurezza nelle scuole:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3383_XIII.htm

in tema di nomine in val di Fassa:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3356_XIII.htm

in tema di assistenza per chi è stato colpito dalla poliomielite:
http://www.delladio.com/interrogazioni/Assistenza_sanitaria/3351_XIII.htm

in tema di fototerapia:
http://www.delladio.com/interrogazioni/Assistenza_sanitaria/3350_XIII.htm

in tema di deposito rifiuti presso strutture ospedaliere:
http://www.delladio.com/interrogazioni/Assistenza_sanitaria/3349_XIII.htm

in tema di docenti senza requisiti di legge:
http://www.delladio.com/interrogazioni/scuola_asili_nido_Universita/3331_XIII.htm


In allegato trovi anche un articolo di giornale che riassume l'esposto che ho depositato presso la Corte dei Conti di Trento nei giorni scorsi in merito alla dodicesima (!) variante riguardante l'appalto per la realizzazione della circonvallazione di Moena.


Per ulteriori approfondimenti puoi navigare nel sito http://www.delladio.com/ o collegarti al link
http://www.delladio.com/ULTIMI_INSERIMENTI.htm


Grazie per l'attenzione.

Cordialmente
Cons. Mauro Delladio





Contro Dellai: Borga


"La candidatura di Rodolfo Borga espressa dall’ottanta per cento del centro destra, appare alla nostra associazione una bella vittoria per la politica trentina. Che quasi tutti i partiti del centro destra, compresi quelli più locali, come Valli Unite di Denis Bertolini e la formazione di Renzo Gubert, abbiano espresso la loro simpatia per il sindaco di Mezzolombardo, dice della capacità di quest’ultimo di aggregare intorno a sé forze diverse, e di suscitare simpatie diffuse.

Borga non viene, infatti, dai partiti, non ha alcuna tessera, e può quindi essere veramente espressione non solo degli apparati di partito, ma anche della gente di tutti i giorni, sempre più desiderosa di essere protagonista e di non delegare più ogni decisione agli apparati di partito. La stessa Forza Italia, partito di maggioranza relativa, ha preferito fare un passo indietro, non reclamare un posto per un suo iscritto, comprendendo che sarebbe stata, agli occhi degli elettori, la salita manovra egoista e di parte. Ben venga dunque un homo novus, come avrebbero detto gli antichi romani, che non frequenta da sempre il palazzo e la politica, ma che accanto alla professione di avvocato ha condotto una brillante esperienza di amministratore locale, di sindaco stimato e super partes. Le percentuali di voto con cui il suo paese lo ha premiato, sono indice infatti di una politica concreta, vicina ai bisogni della gente.


Borga è per noi e per tanti una speranza di novità, dopo una gestione lunga e logorante del potere da parte degli stessi personaggi, di coloro che a nostro modo di vedere hanno fatto della Provincia un ente di parte, capace di rappresentare solamente chi sia disposto a legarsi al carrozzone del vincitore. Il magnifico Lorenzo Dellai, protagonista da troppi anni della politica locale, ha in questi anni costruito un sistema impenetrabile, utilizzando non certo al meglio le ricche risorse della comunità. Nell’ultima legislatura, per fare un solo esempio, ha aumentato di oltre cinque milioni di euro la spesa politica, solo per ottenere nove consiglieri in più per la maggioranza, e sistemare così un po’ di membri del partito. Come raccontava l’Adige del 12 novembre 2003, infatti, la giunta allargata e i nove ripescati hanno fatto lievitare enormemente le spese: a nulla è servita l’opposizione del consigliere Morandini, che ha messo in luce l’anomalia trentina, e neppure il gran parlare che si fa finalmente in Italia dei privilegi della cosiddetta “casta”. Sono lievitate, in questi anni, le prerogative della Provincia, gli enti legati ad essa a filo doppio, le ricchissime fondazioni che da sempre fiancheggiano il potere politico, sotto mentite spoglie (si pensi che solo l’inaugurazione della Fondazione Bruno Kessler è costato alla collettività 60.000 euro).


In questi anni il Trentino si è dato una verniciatura di grandeur, con le sue fondazioni, le sue mega manifestazioni miliardarie come il Festival dell’economia, ma ben poco si è provveduto a politiche sociali concrete, all’aiuto delle famiglie in difficoltà, a rendere veramente più vivibile e umana la nostra provincia, anche rispetto al problema immigrazione e sicurezza. L’attuale dibattito sulle ronde in piazza Dante non sarebbe mai nato, infatti, se solo si fosse fatto il proprio dovere, garantendo un minimo di vigilanza in punti della città dove chiunque passeggi sa che è diventato ormai difficile e pericoloso transitare. Poco si è fatto, dunque, e molto si è vantato, anche grazie ad un apparato giornalistico che definire faraonico è un eufemismo, se solo si considera che gli addetti stampa della giunta provinciale, per un lavoro non certo snervante, costano, in sei, circa mezzo milione di euro annui!


Salutiamo dunque con gioia la decisione del centro destra, grazie anche alla regia del consigliere Walter Viola, distintosi in questi anni per moderazione e spirito costruttivo, di offrire a molti cittadini l’occasione di sperare in un vento nuovo, in una nuova aggregazione politica che metta insieme i moderati, cattolici, persone che auspicano il cambiamento e componenti autonomiste cui il sindaco Borga guarda, da sempre, con simpatia. Augurandoci che avvenga, anche in Trentino, quello che è successo in Friuli, dove il lunghissimo governo dell’industriale Riccardo Illy, dopo tanti anni, è stato sfiduciato, contro i pronostici, a favore di una ventata di aria nuova. "


IL DIRETTIVO DI LIBERTA’ E PERSONA


Note: Liberta' e Persona e' stata definita "fucina della politica e della cultura", per sostenere chi si impegna ma non ha forza e per dare un punto fermo a chi vuole sapere, ma sapere bene.



domenica 22 giugno 2008

Finanziaria: anticipazioni

In carica da soli 33 giorni, il governo continua a mantenere gli impegni presi con l’elettorato, con una progressione cavalcante.


Dopo i decreti legge per affrontare l'emergenza rifiuti e per contrastare l'immigrazione clandestina, i provvedimenti per colpire la grande e piccola criminalità, l'abolizione totale dell’Ici, la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione, la rinegoziazione dei mutui è ora il momento della manovra economica.


Tremonti ha tenuto fede all'impegno di anticipare la manovra economica a prima dell’estate. Senza togliere un euro dalle tasche dei cittadini, si comincia ad aiutare chi ha più bisogno: carta prepagata per la spesa alimentare e le bollette per gli anziani con la pensione minima; fondo-casa per le giovani coppie; abolizione del divieto di cumulo tra pensione e lavoro per chi vuol proseguire l’attività; tagli ai costi del carburante; libri di testo e ricette mediche on line; liberalizzazione dei servizi pubblici locali per ridurre le bollette.

Si tratta di alcune delle misure a maggiore impatto popolare. E ci sono anche misure per lo sviluppo, come la conferma del ritorno al nucleare e la ripresa delle grandi opere, ad iniziare dalla Tav. Spariscono gli adempimenti burocratici introdotti da Prodi e Visco, come il grande fratello sui conti correnti, l’obbligo delle dimissioni su internet, la responsabilità, se fai dei lavori, di accertare che la ditta che hai chiamato sia in regola con fisco e contributi.

Nel suo saggio “La paura e la speranza” Tremonti ha elencato i pericoli che correva l’Europa di fronte agli eccessi della globalizzazione, alla crisi dei mercati e alle speculazioni della finanza mondiale di come questi rischiassero di scaricarsi sui ceti più deboli, sui poveri, sugli anziani, sulle famiglie e sui giovani. La manovra economica presentata mercoledì dà una prima risposta, anche con misure coraggiose come la cosiddetta "Robin Hood Tax", che colpisce i guadagni eccessivi "di congiuntura" di petrolieri, banche e assicurazioni, per recuperare denaro da destinare a chi ha più bisogno.

Nel nostro
www.versoilpopolodellaliberta.it trovi documenti e riflessioni per approfondire questi temi. Una cosa è però certa e indubitabile: il governo Berlusconi è al lavoro per mantenere gli impegni.


Fonte: on. Antonio Palmieri - Responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL

domenica 15 giugno 2008

Cristiani: senza l'adulti grazie

In risposta a quanto i quotidiani locali hanno scritto in fatto di partecipazione dei locali fedeli ai pellegrinaggi, c'e' da dire qualcosina, perche' le categorie per fare massa a qualcuno potrebbero anche piacere, ma a chi si sente bene anche da se' e non sente il bisogno di nascondersi tra le pieghe della politica anche in fatto di fede, le definizioni "appiccicate addosso" possono piacere, ma anche no. E' il caso della composizione della "massa a parte" dei prodiani cristiani-adulti.


Di seguito la lettera:

Gentile Sig.Colombo ,ho letto con attenzione il suo interessante articolo relativo a Medyugorje.Anch'io mi sono recato in pellegrinaggio in questa località ma desidero chiarire che in nessun modo desidero essere definito "cristiano adulto" ,come incautamente lei definisce i pellegrini che si recano in questa località.Dopo che il Sig.Prodi si è pubblicamente definito "cristiano adulto",dirigendo una compagine di atei sfegatati, ciò è per noi "cristiani e basta",una vera offesa.Ne tenga presente per il futuro e lo riferisca a tutta la redazione dell'Adige che è sempre più vistosamente orientata nella direzione dei "cristiani adulti":e la comunità trentina ne terrà certamente conto alle prossime elezioni provinciali.

Distinti saluti

Fabrizio Marizza
38100 TRENTO

giovedì 12 giugno 2008

Due anni di carcere a chi usa le intercettazioni per fare notizia

Accordo fatto sulle intercettazioni: si potranno effettuare per i reati da dieci anni in su, e anche per quelli contro la pubblica amministrazione. La fumata bianca è arrivata al termine dell'incontro del premier Berlusconi con gli alleati della Lega, che avevano proposto delle variazioni sul ddl. A confermare l'intesa raggiunta dall'esecutivo è lo stesso ministro dell'Interno Maroni. "L'accordo c'è", ha detto al termine dell'incontro con il Presidente del Consiglio ed il sottosegretario, Gianni Letta. Presenti anche i ministri leghisti Bossi, Calderoli, e Zaia. il disegno di legge sulle intercettazioni approderà domani in Consiglio dei ministri.


Tre anni di carcere per chi le pubblica - Nel ddl entrerà anche la norma che prevede la condanna a tre anni di carcere per chi pubblicasse intercettazioni o documenti vitati relativamente a procedimenti penali. Previsti da uno a tre anni di detenzione anche per chi "prenda illecitamente cognizione di atti del procedimento penale coperti da segreto". Nel disegno di legge si pensa infatti di modificare l'articolo 617 del codice penale, così come era stato riformato dal ddl Mastella. Si tratta di una norma che riguarderebbe anche i funzionari di cancelleria o chiunque prenda visione di questi atti e li renda noti. Il governo, tuttavia, starebbe ancora limando la norma e non è detto che non venga ulteriormente rivista.


Bossi: "Ci rientra tutto" - Anche Umberto Bossi, che ha lasciato per primo la riunione, si dice soddisfatto dell'esito dell'incontro. "E' andato bene", ha commentato uscendo da Palazzo Grazioli. Poi, il leader leghista si sofferma sui contenuti della norma: "C'è il tetto a 10 anni quindi rientra tutto". A confermare l'esito positivo del vertice anche Roberto Calderoli. "C'è accordo su tutto", dice il Ministro per la Semplificazione. Secondo fonti governative verrebbero inclusi, come anticipato da Alfano, anche i reati per corruzione.


Deroga su pedofili e "stalkers" - Lo strumento delle intercettazioni si potrà utilizzare comunque contro i reati di corruzione e nei casi di pedofilia e "stalking", ovvero molestie e persecuzioni private. I magistrati potranno tenere sotto controllo le vittime degli "stalkers" e nel ddl è previsto un archivio in cui saranno conservate le conversazioni intercettate.


Veltroni: "L'Italia ha altre emergenze" - A due mesi dalle elezioni c'è una totale sottovalutazione sui problemi principali della società italiana. Nell'azione di governo si stanno addensando molte contraddizioni dal reato di immigrazione clandestina all'Alitalia, dai rifiuti alla vicenda del refuso sul provvedimento delle intercettazioni''. Il segretario del Pd Walter Veltroni critica, al termine della riunione del governo ombra, l'azione del governo. ''Si è arrivati a pensare a un decreto sulle intercettazioni - afferma Veltroni - ma è davvero questa l'emergenza del Paese? L'emergenza sono i salari e le condizioni di vita degli italiani che rischiano l'impoverimento''. Anche sulla vicenda dei rifiuti, Veltroni sostiene: ''E' un problema che fa fatica a risolversi, benissimo i volontari, ma serve individuare e far funzionare le discariche''.


Natale (Fnsi): "Giornalisti in piazza contro il ddl" - "Se dovesse essere confermato il testo che si legge in questi giorni sui giornali, dovremmo dare risposte certe", è stato il primo commento alle indiscrezioni sul disegno di legge del presidente della Fnsi, Roberto Natale. "Ricordiamo - aggiunge - che sul disegno di legge Mastella, che a detta di molti era molto più tenue, il sindacato dei giornalisti ha fatto sciopero. Non possiamo accettare nessuna limitazione del diritto di cronaca e del diritto all'informazione dei cittadini di vicende di indubbia rilevanza sociale".

Commissioni UE completate ieri

Si è completata ieri, in Senato, la composizione delle commissioni legislative con l'istituzione della XIV commissione per le politiche dell'Unione Europea, composta da 29 membri.

Il senatore trentino del Pdl Giacomo Santini è stato eletto vicepresidente vicario. In una nota, lo stesso Santini comunica di vedere così «riconosciuta la propria competenza in tema di politiche europee, maturata in due legislature al Parlamento europeo.

La XIV commissione - sottolinea - ha il compito di predisporre le procedure di trasposizione della legislazione europea, in vista del passaggio in aula al Senato». «Sono onorato per questo incarico - afferma Santini - e lo considero complementare a quello di membro del Consiglio d'Europa, che mi consentirà di rimanere immerso nelle tematiche europee, al servizio dell'Italia e del mio territorio».

Santini è stato designato inoltre a far parte come membro effettivo della commissione agricoltura e come supplente della commissione che ha competenza su industria, turismo, commercio, artigianato. Tra i parlamentari trentini, è vicepresidente di commissione anche il senatore della Lega Nord Sergio Divina, eletto nella terza commissione che si occupa di affari esteri e emigrazione. Alla Camera invece Laura Froner del Pd è vice in commissione attività produttive.

Silvio e l'America


Nel suo viaggio d'addio all'Europa sempre più dominato dalla questione iraniana, il presidente americano George W. Bush troverà nella sua sosta romana, oltre al «vecchio amico» Silvio Berlusconi, una politica estera italiana piena di novità destinate a rafforzare ancora di più la già notevole sintonia tra Washington e Roma.


Nella sua visita centrata sul tentativo di convincere gli alleati europei della necessità di aumentare le pressioni su Teheran, perchè rinunci a portare avanti il suo programma nucleare, la posizione più rigida assunta dal nuovo governo italiano nei confronti del regime di Mahmoud Ahmadinejad può solo essere accolta con soddisfazione dall'inquilino della Casa Bianca che considera la possibilità che l'Iran ottenga la bomba atomica «una minaccia straordinaria» per la pace mondiale. Il presidente Bush ha avuto l'occasione nella sua sosta a Berlino per discutere con il leader tedesco Angela Merkel un ingresso dell'Italia nel 5+1 (cioè i cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania), uno sviluppo che gli Stati Uniti considerano con favore ma che ha trovato per adesso nella resistenza della Germania il suo ostacolo maggiore.


Il nuovo pacchetto che sarà presentato tra qualche giorno agli iraniani dal titolare della politica estera dell'Ue, Javier Solana, prevede un mix di incentivi e minacce. Se sarà rifiutato da Teheran, come appare probabile, sarà necessario passare dalle parole ai fatti, inasprendo le sanzioni sia nei rapporti multilaterali che unilaterali, e l'Italia sarà chiamata a fare la sua parte. Bush arriva in Italia mentre a Parigi si svolge la conferenza sugli aiuti e sulla ricostruzione dell'Afghanistan, un'altra priorità per Bush che intende lasciare in eredità al suo successore alla Casa Bianca una situazione più stabile possibile in Afghanistan e in Iraq. E anche qui la risposta positiva del nuovo governo italiano ad un impiego più flessibile dei militari italiani impegnati in Afghanistan, con interventi «fuori area» in zone dove i Taleban sono molto aggressivi, è sicuramente una buona notizia per il presidente Bush.


Il ruolo italiano in Libano si inserisce alla perfezione nella «Agenda della Libertà» per la difesa e lo sviluppo della democrazia del mondo che è da sempre uno dei pilastri della dottrina politica di Bush. E l'identità di vedute tra Roma e Washington sulla importanza del rapporto transatlantico, ulteriormente accentuata dal governo Berlusconi, completa il panorama di una visita romana che non dovrebbe riservare sorprese sgradevoli all'inquilino della Casa Bianca. Bush non ha mai nascosto la sua simpatia per Berlusconi, uno dei pochi leader ad essere stati ricevuti dal presidente Usa sia a Camp David che al suo ranch texano, oltre che naturalmente alla Casa Bianca. La visita italiana consentirà a Bush di incontrare di nuovo Benedetto XVI, dopo la grande accoglienza riservata al Papa in aprile quando era stato salutato nel giardino della Casa Bianca, nel giorno del suo compleanno, dal coro Happy Birthday e da un Bush letteralmente affascinato dalla personalità del pontefice.


Il fatto che Bush troverà a Roma un nuovo governo, rispetto ad un anno fa, viene totalmente ignorato dai compilatori del «press kit» della Casa Bianca per i media al seguito del presidente americano. La scheda dedicata all'Italia spiega infatti che il premier è Romano Prodi, il ministro degli esteri Massimo D'Alema e il ministro della difesa Arturo Parisi. La sezione dedicata alle biografie degli interlocutori di Bush contiene invece correttamente anche la scheda di Silvio Berlusconi.


La biografia afferma che Berlusconi «ama socializzare e l'ex-cantante di navi da crociera qualche volta intrattiene i suoi ospiti suonando il piano». Si rileva anche che «nel 2006 gli è stato installato un pacemaker dopo che era svenuto ad un comizio».


Cristiano Del Riccio per L'Adige Giugno 2008

venerdì 6 giugno 2008

Clandestinita': quando e' reato

Evitando di cadere in inganno in fatto di clandestinita' e immigrazione irregolare: le polemiche giornalistiche di questi giorni hanno fatto poca chiarezza a riguardo, in seguito alle dichiarazioni del presidente Berlusconi.



Non c'è nessuna marcia indietro, il nostro impegno è totale per raggiungere l'obiettivo di mettere fine all'ingresso dei clandestini nel nostro Paese e di bloccare ed espellere coloro che entrano illegalmente in Italia. Le osservazioni del premier erano tese a invitare il Parlamento ad approvare una norma che sia poi concretamente applicabile e fosse efficace, come comincia a mostrare di essere in questi giorni il decreto sulla sicurezza approvato la settimana scorsa.


Va precisato, come hanno fatto sia il ministro degli interni Maroni che il ministro degli esteri Frattini, che il reato di immigrazione clandestina è un deterrente, è un messaggio che dice che ora si fa sul serio. Per questo motivo esso non avrà effetto retroattivo (nessuno espellerà le badanti) ma sarà usato come in altri paesi europei come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna.


Anche l'Unione Europea nella giornata di ieri ha emanato le nuove norme che sono coerentemente in linea con quanto il nostro governo prevede nel suo disegno di legge che il Senato inizierà a esaminare da lunedì prossimo. Ora spetta al Parlamento fare la sua parte e varare una legge che funzioni.


Fonte: Comunicazione PDL
Foto: Panorama

martedì 3 giugno 2008

Tremonti: promosso in Europa

Primo esame europeo superato per Giulio Tremonti, che ha presentato all'Eurogruppo il programma di politica economica del governo Berlusconi, incassando l'approvazione del presidente dei ministri di Eurolandia, Jean-Claude Juncker: «Il piano presentatoci va bene», ha detto Juncker, spiegando di apprezzare sia le misure già prese - dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, alla detassazione degli straordinari - sia quelle prospettate per il futuro. E i colleghi europei, ha detto Tremonti, hanno anche mostrato interesse per il recente accordo con le banche sui mutui.

Il ministro sa di essere atteso dai colleghi europei che - alla vigilia della decisione dell'Ecofin che chiuderà formalmente la procedura di infrazione per deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia nel 2005 - vogliono capire come proseguirà il risanamento in Italia.

E lo vuole capire anche il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, che nella raccomandazione che accompagna la fine della procedura italiana mette in guardia il nostro Paese dai rischi di un peggioramento del disavanzo nei prossimi anni.

Tremonti ha rassicurato innanzitutto che gli impegni europei dell'Italia saranno rispettati. Anzi: di fronte alla decisione dell'Eurogruppo di far slittare dal 2010 al 2012 il termine ultimo a disposizione degli Stati membri per raggiungere il pareggio di bilancio, il ministro dell'Economia ha ribadito che l'Italia centrerà l'obiettivo nel 2011, come già previsto dal governo Prodi.

«Manteniamo il 2011» come termine per centrare il pareggio di bilancio e «applichiamo il piano di Prodi e di Padoa-Schioppa», ha detto il ministro. Che ha dunque spiegato la sua strategia: una Finanziaria 2009 - che dovrebbe aggirarsi sui 10 miliardi circa - con alcune misure che dovrebbero realizzare circa 5 miliardi di tagli della spesa pubblica.

Berlusconi: clandestinita' non e' sempre reato

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto oggi che a suo giudizio la condizione di clandestinità di un immigrato non deve essere considerata come un reato in sé, ma come un'aggravante nel caso in cui un irregolare delinqua.
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"Personalmente penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro paese condannandolo con una pena, ma questa può essere un'aggravante se commette reato", ha detto Berlusconi rispondendo a una domanda nel corso di una conferenza stampa congiunta col presidente francese Nicolas Sarkozy.

Dopo le critiche mosse ieri dall'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Louise Arbour, al disegno di legge che prevede, se fosse approvato, il carcere fino a quattro anni per il nuovo reato di clandestinità, al premier italiano è stato chiesto se il governo intenda "sfumare" la norma.

"Non è un monito dell'Onu, è una dichiarazione smentita dallo stesso portavoce dell'Onu circa un giudizio negativo su qualcosa che è ancora in divenire. La proposta di legge ... è all'esame del Parlamento (che) è sovrano e deciderà secondo coscienza e secondo buon senso", ha risposto Berlusconi, ammorbidendo di fatto la posizione del governo.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini, in una intervista pubblicata oggi dal Messaggero, ha ricordato che in paesi come Francia, Germania, Svezia e Gran Bretagna esiste già da anni questo tipo di reato, mentre in Italia non ancora perché la norma è in discussione in Parlamento ma non è stata varata.

Intanto, non si è fatta attendere la risposta della Lega Nord, partito che più ha puntato sulla lotta ai clandestini anche in campagna elettorale.

"La previsione di un reato di immigrazione clandestina non è certo finalizzata a mettere in galera tutti coloro che lo dovessero commettere", ha detto il ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore della Lega, Roberto Calderoli, precisando che la norma ha due obiettivi.

"Il primo, di carattere preventivo, è quello di dare un messaggio che disincentivi chi intende partire e di conseguenza gli ingressi irregolari", ha aggiunto.

"Il secondo, di carattere repressivo, non è tanto il periodo di carcere quanto una misura che pesa ben di più per l'irregolare ovvero l'espulsione immediata dopo la sentenza. L'obiettivo, quindi, non è certo il riempire le carceri di clandestini ma il trovare uno strumento adeguato che ne consenta l'allontanamento in tempi certi e rapidi".