
Nel suo viaggio d'addio all'Europa sempre più dominato dalla questione iraniana, il presidente americano George W. Bush troverà nella sua sosta romana, oltre al «vecchio amico» Silvio Berlusconi, una politica estera italiana piena di novità destinate a rafforzare ancora di più la già notevole sintonia tra Washington e Roma.
Nella sua visita centrata sul tentativo di convincere gli alleati europei della necessità di aumentare le pressioni su Teheran, perchè rinunci a portare avanti il suo programma nucleare, la posizione più rigida assunta dal nuovo governo italiano nei confronti del regime di Mahmoud Ahmadinejad può solo essere accolta con soddisfazione dall'inquilino della Casa Bianca che considera la possibilità che l'Iran ottenga la bomba atomica «una minaccia straordinaria» per la pace mondiale. Il presidente Bush ha avuto l'occasione nella sua sosta a Berlino per discutere con il leader tedesco Angela Merkel un ingresso dell'Italia nel 5+1 (cioè i cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania), uno sviluppo che gli Stati Uniti considerano con favore ma che ha trovato per adesso nella resistenza della Germania il suo ostacolo maggiore. Il nuovo pacchetto che sarà presentato tra qualche giorno agli iraniani dal titolare della politica estera dell'Ue, Javier Solana, prevede un mix di incentivi e minacce. Se sarà rifiutato da Teheran, come appare probabile, sarà necessario passare dalle parole ai fatti, inasprendo le sanzioni sia nei rapporti multilaterali che unilaterali, e l'Italia sarà chiamata a fare la sua parte. Bush arriva in Italia mentre a Parigi si svolge la conferenza sugli aiuti e sulla ricostruzione dell'Afghanistan, un'altra priorità per Bush che intende lasciare in eredità al suo successore alla Casa Bianca una situazione più stabile possibile in Afghanistan e in Iraq. E anche qui la risposta positiva del nuovo governo italiano ad un impiego più flessibile dei militari italiani impegnati in Afghanistan, con interventi «fuori area» in zone dove i Taleban sono molto aggressivi, è sicuramente una buona notizia per il presidente Bush. Il ruolo italiano in Libano si inserisce alla perfezione nella «Agenda della Libertà» per la difesa e lo sviluppo della democrazia del mondo che è da sempre uno dei pilastri della dottrina politica di Bush. E l'identità di vedute tra Roma e Washington sulla importanza del rapporto transatlantico, ulteriormente accentuata dal governo Berlusconi, completa il panorama di una visita romana che non dovrebbe riservare sorprese sgradevoli all'inquilino della Casa Bianca. Bush non ha mai nascosto la sua simpatia per Berlusconi, uno dei pochi leader ad essere stati ricevuti dal presidente Usa sia a Camp David che al suo ranch texano, oltre che naturalmente alla Casa Bianca. La visita italiana consentirà a Bush di incontrare di nuovo Benedetto XVI, dopo la grande accoglienza riservata al Papa in aprile quando era stato salutato nel giardino della Casa Bianca, nel giorno del suo compleanno, dal coro Happy Birthday e da un Bush letteralmente affascinato dalla personalità del pontefice. Il fatto che Bush troverà a Roma un nuovo governo, rispetto ad un anno fa, viene totalmente ignorato dai compilatori del «press kit» della Casa Bianca per i media al seguito del presidente americano. La scheda dedicata all'Italia spiega infatti che il premier è Romano Prodi, il ministro degli esteri Massimo D'Alema e il ministro della difesa Arturo Parisi. La sezione dedicata alle biografie degli interlocutori di Bush contiene invece correttamente anche la scheda di Silvio Berlusconi. La biografia afferma che Berlusconi «ama socializzare e l'ex-cantante di navi da crociera qualche volta intrattiene i suoi ospiti suonando il piano». Si rileva anche che «nel 2006 gli è stato installato un pacemaker dopo che era svenuto ad un comizio». Cristiano Del Riccio per L'Adige Giugno 2008 |
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