Primo esame europeo superato per Giulio Tremonti, che ha presentato all'Eurogruppo il programma di politica economica del governo Berlusconi, incassando l'approvazione del presidente dei ministri di Eurolandia, Jean-Claude Juncker: «Il piano presentatoci va bene», ha detto Juncker, spiegando di apprezzare sia le misure già prese - dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, alla detassazione degli straordinari - sia quelle prospettate per il futuro. E i colleghi europei, ha detto Tremonti, hanno anche mostrato interesse per il recente accordo con le banche sui mutui.
Il ministro sa di essere atteso dai colleghi europei che - alla vigilia della decisione dell'Ecofin che chiuderà formalmente la procedura di infrazione per deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia nel 2005 - vogliono capire come proseguirà il risanamento in Italia.
E lo vuole capire anche il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, che nella raccomandazione che accompagna la fine della procedura italiana mette in guardia il nostro Paese dai rischi di un peggioramento del disavanzo nei prossimi anni.
Tremonti ha rassicurato innanzitutto che gli impegni europei dell'Italia saranno rispettati. Anzi: di fronte alla decisione dell'Eurogruppo di far slittare dal 2010 al 2012 il termine ultimo a disposizione degli Stati membri per raggiungere il pareggio di bilancio, il ministro dell'Economia ha ribadito che l'Italia centrerà l'obiettivo nel 2011, come già previsto dal governo Prodi.
«Manteniamo il 2011» come termine per centrare il pareggio di bilancio e «applichiamo il piano di Prodi e di Padoa-Schioppa», ha detto il ministro. Che ha dunque spiegato la sua strategia: una Finanziaria 2009 - che dovrebbe aggirarsi sui 10 miliardi circa - con alcune misure che dovrebbero realizzare circa 5 miliardi di tagli della spesa pubblica.
Il ministro sa di essere atteso dai colleghi europei che - alla vigilia della decisione dell'Ecofin che chiuderà formalmente la procedura di infrazione per deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia nel 2005 - vogliono capire come proseguirà il risanamento in Italia.
E lo vuole capire anche il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, che nella raccomandazione che accompagna la fine della procedura italiana mette in guardia il nostro Paese dai rischi di un peggioramento del disavanzo nei prossimi anni.
Tremonti ha rassicurato innanzitutto che gli impegni europei dell'Italia saranno rispettati. Anzi: di fronte alla decisione dell'Eurogruppo di far slittare dal 2010 al 2012 il termine ultimo a disposizione degli Stati membri per raggiungere il pareggio di bilancio, il ministro dell'Economia ha ribadito che l'Italia centrerà l'obiettivo nel 2011, come già previsto dal governo Prodi.
«Manteniamo il 2011» come termine per centrare il pareggio di bilancio e «applichiamo il piano di Prodi e di Padoa-Schioppa», ha detto il ministro. Che ha dunque spiegato la sua strategia: una Finanziaria 2009 - che dovrebbe aggirarsi sui 10 miliardi circa - con alcune misure che dovrebbero realizzare circa 5 miliardi di tagli della spesa pubblica.
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