Parlando in terza persona di sè stesso, Berlusconi osserva perciò che senza il lodo «il Presidente del Consiglio sarebbe dovuto andare in udienza, dal 30 giugno al 15 luglio, un giorno sì ed uno no e quindi non avrebbe potuto convocare consigli dei ministri nè andare al G8». Ma il punto centrale oggi, per il premier, non è stare a discettare sulla sua volontà di utilizzare o meno sullo scudo. Quello che importa è invece capire una volta e per tutte che contro di lui c'è stata per un decennio da parte dei magistrati una «persecuzione inaccettabile». Perseguitato: così si sente Berlusconi. E dopo averlo confidato ieri ai senatori del Pdl, il premier lo dice a voce alta oggi, che dalla Spagna arriva la notizia della assoluzione «con formula piena e perchè il fatto non sussiste» di otto persone coinvolte nel processo Telecinco. «Dopo dieci anni di persecuzioni e di fango gettato addosso a me, ai miei uomini e al mio gruppo nel processo di Garcon, su spinta materiale della procura milanese, voglio vedere ora chi dirà qualcosa...», recrimina il Cavaliere. «Chi risarcirà la mia immagine sporcata per dieci anni su tutti i giornali del mondo? - si chiede - Chi risarcirà le spese per gli avvocati, di trasporto e di trasferta? Nessuno. Io spero che qualcuno venga a chiedere scusa, ma so che non sarà così». Perciò anche oggi che lo scudo del Lodo Alfano lo protegge, il Cavaliere non abbassa la guardia contro «quella parte della magistratura che si è data il compito di sovvertire il risultato delle elezioni e la volontà del popolo italiano».
E attacca chi mistifica. «Avevo già detto inutilmente e pubblicamente - perde la pazienza - che non mi sarei avvalso della clausola che dava alla magistratura la possibilità di sospendere per un anno i processi anteriori al 2000 per dare la precedenza a quelli di grave allarme sociale. Quella clausola è stata chiamata blocca-processi, quando era invece esattamente il contrario. È stata definita salva-premier, quando io avevo detto che non me ne sarei avvalso...». E ce n'è anche per i giornalisti, contro i quali il premier punta il dito: «Sarà sempre troppo tardi quando la finirete di non capire, o di far finta di non capire, che contro di me c'è stata una persecuzione inaccettabile». «Io registro una contraddizione nell'atteggiamento di Berlusconi: dice che non si avvarrà di questo scudo ma si è battuto per averlo... non si capisce bene». Lo ha detto il ministro degli esteri del governo ombra del Pd, Piero Fassino, intervenendo ieri sera alla Festa dell'Unità a Legri (Firenze). Fassino ha quindi citato Shakespeare: «"Bruto è un uomo d'onore" - ha detto - lo aspettiamo al varco».
Fassino ha invitato tutti, in particolare il governo, a cominciare ad occuparsi d'altro per quanto riguarda la giustizia perchè «spero che approvato questo famoso lodo - ha concluso - la smettiamo di occuparci della giustizia di un solo cittadino per occuparci della giustizia di tutti i cittadini». Anche il leader dell Udc, Casini, afferma: «Sono certo che Berlusconi farà prevalere il suo senso delle istituzioni e non si avvarrà del lodo Alfano per nessuno dei suoi procedimenti penali». Casini si è detto convinto che Berlusconi darà «un contributo serio alla serenità degli organi istituzionali». Quanto alle riforme della giustizia, il leader dell'Udc ha detto: «Il lodo non è l'ultimo tempo di un film, ma il primo tempo di un film assai lungo, che noi vogliamo si concluda nell'interesse dei cittadini che si trovano oggi a fissare udienze per il 2012».
Fonte: L'Adige
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