giovedì 10 luglio 2008

L'addio di Giovanazzi al partito

«Chi ha passione per la politica deve muoversi, accettare sempre nuove sfide perché altrimenti rischia di fare come certi statali che lavorano per tutta la vita aspettando semplicemente l'arrivo della pensione». La frase l'ha coniata lui stesso e la usa come filosofia di vita. Tanto che a 60 anni - e 15 anni di giunta e consiglio provinciale alle spalle - Nerio Giovanazzi ci riprova. Abbandona Forza Italia e tenta una scalata alle stanze dei bottoni con una formazione politica tutta nuova.


Anzi, due. Nomi e simboli delle liste che sosterranno la sua candidatura a presidente della Provincia sono ancora top secret . Del resto la decisione ufficiale di correre da solo l'ha presa soltanto ieri sera. Dopo una giornata passata a riflettere sulle conseguenze della scelta di Forza Italia di accettare Sergio Divina come candidato presidente. Le liste - dicevamo - sono due.

La prima composta da professionisti, imprenditori, artigiani punta ad intercettare il consenso dei moderati, di quelli che pur non sentendosi di centrosinistra non potrebbero mai votare un leghista alla presidenza della Provincia. L'altra sarà composta esclusivamente da giovani. Giovanazzi, il suo è un addio a Forza Italia? Diciamo che ultimamente ho fatto una serie di profonde riflessioni che mi hanno portato ad un paio di conclusioni. E cioè? Nell'area politica in cui mi trovavo non notavo più un orientamento preciso.


Ho condiviso poco gli ultimi passaggi, a partire dalla gestione della scelta del candidato presidente. A Roma Forza Italia ha mortificato l'autonomia con decisioni prese sopra la nostra testa. E noi altri ci hanno lasciati qui a scannarci. Non è un buon messaggio per la gente. Ma non è solo questo che mi ha convinto a fare il salto. Cosa ancora? Girando il territorio ho capito che il Trentino può discostarsi dal sistema nazionale del bipartitismo o bipolarismo. Vogliono imporci questo modello, ma credo che tra le ali di centrodestra e centrosinistra ci sia spazio per qualcos'altro.

Sento in giro che c'è voglia di un governo di area moderata. ... la accuseranno di essersi fermato a 15 anni fa e di voler rifare la vecchia Democrazia cristiana...
No, non credo di essere retrogrado se penso così. Oggi, puntando sul bipartitismo, stiamo spingendo i giovani sugli estremi... Il fatto è che lo scontro ideologico porta a non confrontarsi sui problemi reali e i giovani trovano risposte solo in certe proposte politiche estremistiche o in Grillo. Quindi? Quindi bisogna confrontarsi sui problemi veri. Più che ideologia serve amministrazione. Questo chiede la gente.

Quello che sta succedendo dentro l'area dalla quale provengo mi convince sempre di più della mia scelta: al centro per coagulare soggetti che ora non hanno un riferimento. Qualcuno potrebbe obiettare... ... che faccio questa scelta per assicurarmi un posto al sole. Non è così, altrimenti sarei rimasto dov'ero e mi sarei fatto trascinare dall'onda. Sveli qualcosa degli uomini che ha con lei.

È tutta gente che ha grande esperienza di lavoro nei propri campi. Se vincessimo potrebbe trasferirla in politica e dare esempio ai giovani e avvicinarli a questa passione, con voglia di fare e onestà. Scusi, lei parla di centro, di territorio. Ma allora, perché non è andato con Lorenzo Dellai nell'Upt? Perché sono coerente con la mia storia. Insomma, perché andare con l'Upt presupporrebbe un'alleanza certa con il Pd. Però con Dellai potrà sicuramente esserci un confronto su programmi e obiettivi.
La decisione di candidarsi autonomamente a quando risale? A pochi minuti fa... Ma diciamo che quando Berlusconi ha annunciato la nascita del Pdl fondendo An e Forza Italia ho capito che quella non era più la mia strada. Lì si vogliono mettere assieme due realtà che, almeno in Trentino, hanno storie troppo diverse. Restare lì sarebbe stata una forzatura e, siccome ritengo che la politica non sia una soluzione personale ma un modo di trovare soddisfazione lavorando per la gente, la scelta è stata naturale.Anche se, lo ammetto, è stata faticosa.

Fonte: L'Adige di Daniele Battistel

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