mercoledì 30 luglio 2008

Divina Presidente

Alla fine il Popolo della libertà ha detto sì. Dopo mesi di tira e molla, candidature e controcandidature, votazioni interne ai partiti e sondaggi, lusinghe e minacce, a novanta giorni dal voto per le elezioni provinciali Forza Italia e Alleanza nazionale hanno garantito il loro appoggio alla candidatura del senatore leghista Sergio Divina alla presidenza della giunta.



Lo hanno fatto in un incontro tenuto ieri pomeriggio in cui Divina era affiancato dal segretario del partito Fugatti, Savoi e Bridi.




Per Forza Italia erano presenti i coordinatori Malossini e Zampiccoli e il consigliere provinciale Viola, mentre la delegazione di An era guidata dal senatore de Eccher e Frau. Senatore, questo accordo arriva tardi? «Noooo. Mettiamola così: tutti i parti importanti hanno tempi lunghi. I mammiferi sono quelli con l'attesa più lunga ma sono anche quelli che riescono a fare le cose migliori. Gli invertebrati hanno invece meno difficoltà a realizzare un prodotto nuovo ma i risultati non sono certo eguali. Tutto poi si innestava in un momento di forte dibattito dovuto alla grande semplificazione del quadro politico in cui due grandi partiti quali Forza Italia e An hanno deciso di fondersi nel Pdl».




Ha sempre creduto in questo risultato? «Sì, perché io ho sempre creduto nella responsabilità e nella serietà delle persone. Inoltre dalle confidenze che ricevevo, avevo sentore di una stragrande maggioranza che convergeva su un'unica candidatura e, lo dico con imbarazzo, quella ritenuta con maggiori probabilità di successo era la mia».




Però se voi non aveste forzato la mano, probabilmente non sareste arrivati a questa intesa. «In queste cose ci vuole un po' di fair play, di diplomazia e di responsabilità ma a volte anche un po' di determinazione». Ora che percentuale di successo si attribuisce? «Io zero. Non diamo numeri. Siamo in pista. Adesso c'è lo start. Sarà una grande pedalata con una grande volata con esito assolutamente non scontato. Sarà una gara di squadra: a me come capitano spetta il compito di lanciare lo sprint. E il successo si giocherà davvero negli ultimi metri perché non ci saranno distacchi abissali come voleva far credere Dellai e neanche partite già vinte come quelle vendute da Andreolli».




A proposito di squadra: lei intende presentare la sua eventuale formazione di giunta prima del voto? «Non si vende la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. E comunque non lo farò per il semplice motivo che sarò estremamente rispettoso di quelli che saranno gli orientamenti degli elettori. Sulla base del risultato, i partiti formuleranno richieste di responsabilizzazione e coinvolgimento in relazione al peso elettorale che otterranno». Qualche tipo di accordo lo avrete pur preso con gli esponenti del Pdl. «Vi assicuro che sul piatto non è stata messa la spartizione dei posti. Si è parlato di cosa fare e delle priorità da darci. Il mio compito sarà ora quello di prendere i due programmi dei partiti, sentire anche le forze "secondarie" e mettere assieme un programma in cui tutti si riconoscano».




All'appello manca ancora l'Udc. «Non fa parte della coalizione di governo, però noi la stiamo aspettando. Hanno dichiarato che, un minuto dopo l'ufficializzazione di una candidatura unitaria, avrebbero dichiarato il loro appoggio. Attendiamo che ciò si avveri». Malossini sarà della partita? «Lo deciderà lui». Allora cambiamo la domanda: lei conta sulla presenza di Malossini? «Non mi deve tirare in questo tormentone. Sarà solo lui l'arbitro del proprio futuro».




Ma è o no un elemento importante? «Io lo so valorizzare per l'uomo che è, di peso e di competenza, che ha dimostrato grandi qualità amministrative. Però questo è un rapporto personale tra Divina e Malossini. Ragionando invece in termini di coalizione, sarà il suo partito a decidere che ruolo dovrà avere». Quale sarà il suo primo provvedimento in caso di elezione a presidente? «Prima arriviamo lì e dopo facciamo. Di sicuro ci sarà grande responsabilità, sobrietà, attenzione nel maneggio del denaro pubblico e verso la nostra economia, che non ha bisogno di ingenti aiuti monetari ma di sostegno in termine di promozione e di sburocratizzazione.




L'amministrazione pubblica con una mano ti dà dei soldi e con l'altra ti carica di tante incombenze inutili che vanificano il sostegno finanziario. Di sicuro andremo incontro a periodi non di vacche grasse». Certo che il ministro Brunetta non vi sta aiutando con le esternazioni sulle autonomie speciali da abolire. «Problema già risolto: abbiamo fatto una colletta per raccogliere fondi con cui mandarlo in ferie per due o tre mesi in modo che non faccia altri danni.




Per noi il punto di riferimento è Calderoli che sta dicendo esattamente l'opposto e citando il Trentino come modello per l'autonomia e il federalismo. Brunetta, ahimé, si è accorto che l'unico modo per finire sui giornali è quello delle frasi ad effetto: così se si trova in Veneto spara sui trentini, se è in Sicilia se la prende con i continentali, ma se si trovasse a un tiro al bersaglio rischierebbe di farsi male ad un piede perché è un po' distratto. Lui ha risultato se va oltre le righe ma non è che un ministro, per avere un po' di popolarità, può comportarsi in questo modo».
29/07/2008 Fonte: L'Adige di Guido Pasqualini

sabato 26 luglio 2008

Estate Azzurra: opere di Governo prima delle ferie



Con tutto quello che c'e' stato perdere il filo potrebbe essere un rischio: per restare in contatto diretto con gli azzurri: http://www.governoberlusconi.it/.



In questo sito trovi la lista delle realizzazioni, la risposta alle principali critiche degli avversari, il chiarimento di dubbi e punti oscuri, approfondimenti, i primi materiali di comunicazione da usare on line e nel territorio, alcuni link a siti amici interessanti e a forum animati spontaneamente da nostri sostenitori.


Al ritorno a settembre arricchiremo ulteriormente il sito, per farne un prodotto di comunicazione e informazione sempre più completo, al fine di rendere pienamente conto di quanto fatto dal governo.

Buone Vacanze Azzurri!





Berlusconi: "Non lo so!"

«Non lo so». Risponde così Silvio Berlusconi a chi gli chiede se si avvarrà del Lodo Alfano, lo scudo che protegge le quattro più alte cariche dello Stato dai processi durante il loro mandato. Di certo il premier annota che «il lodo è il minimo che una democrazia possa apprestare in difesa della propria libertà» in un Paese come il nostro. Ma poi basta leggere le sue parole per capire che il Cavaliere intende governare ed affrancarsi con ogni mezzo dalla «persecuzione» che gli ha legato per 14 anni le mani, con 2503 processi.


Parlando in terza persona di sè stesso, Berlusconi osserva perciò che senza il lodo «il Presidente del Consiglio sarebbe dovuto andare in udienza, dal 30 giugno al 15 luglio, un giorno sì ed uno no e quindi non avrebbe potuto convocare consigli dei ministri nè andare al G8». Ma il punto centrale oggi, per il premier, non è stare a discettare sulla sua volontà di utilizzare o meno sullo scudo. Quello che importa è invece capire una volta e per tutte che contro di lui c'è stata per un decennio da parte dei magistrati una «persecuzione inaccettabile». Perseguitato: così si sente Berlusconi. E dopo averlo confidato ieri ai senatori del Pdl, il premier lo dice a voce alta oggi, che dalla Spagna arriva la notizia della assoluzione «con formula piena e perchè il fatto non sussiste» di otto persone coinvolte nel processo Telecinco. «Dopo dieci anni di persecuzioni e di fango gettato addosso a me, ai miei uomini e al mio gruppo nel processo di Garcon, su spinta materiale della procura milanese, voglio vedere ora chi dirà qualcosa...», recrimina il Cavaliere. «Chi risarcirà la mia immagine sporcata per dieci anni su tutti i giornali del mondo? - si chiede - Chi risarcirà le spese per gli avvocati, di trasporto e di trasferta? Nessuno. Io spero che qualcuno venga a chiedere scusa, ma so che non sarà così». Perciò anche oggi che lo scudo del Lodo Alfano lo protegge, il Cavaliere non abbassa la guardia contro «quella parte della magistratura che si è data il compito di sovvertire il risultato delle elezioni e la volontà del popolo italiano».


E attacca chi mistifica. «Avevo già detto inutilmente e pubblicamente - perde la pazienza - che non mi sarei avvalso della clausola che dava alla magistratura la possibilità di sospendere per un anno i processi anteriori al 2000 per dare la precedenza a quelli di grave allarme sociale. Quella clausola è stata chiamata blocca-processi, quando era invece esattamente il contrario. È stata definita salva-premier, quando io avevo detto che non me ne sarei avvalso...». E ce n'è anche per i giornalisti, contro i quali il premier punta il dito: «Sarà sempre troppo tardi quando la finirete di non capire, o di far finta di non capire, che contro di me c'è stata una persecuzione inaccettabile». «Io registro una contraddizione nell'atteggiamento di Berlusconi: dice che non si avvarrà di questo scudo ma si è battuto per averlo... non si capisce bene». Lo ha detto il ministro degli esteri del governo ombra del Pd, Piero Fassino, intervenendo ieri sera alla Festa dell'Unità a Legri (Firenze). Fassino ha quindi citato Shakespeare: «"Bruto è un uomo d'onore" - ha detto - lo aspettiamo al varco».


Fassino ha invitato tutti, in particolare il governo, a cominciare ad occuparsi d'altro per quanto riguarda la giustizia perchè «spero che approvato questo famoso lodo - ha concluso - la smettiamo di occuparci della giustizia di un solo cittadino per occuparci della giustizia di tutti i cittadini». Anche il leader dell Udc, Casini, afferma: «Sono certo che Berlusconi farà prevalere il suo senso delle istituzioni e non si avvarrà del lodo Alfano per nessuno dei suoi procedimenti penali». Casini si è detto convinto che Berlusconi darà «un contributo serio alla serenità degli organi istituzionali». Quanto alle riforme della giustizia, il leader dell'Udc ha detto: «Il lodo non è l'ultimo tempo di un film, ma il primo tempo di un film assai lungo, che noi vogliamo si concluda nell'interesse dei cittadini che si trovano oggi a fissare udienze per il 2012».
Fonte: L'Adige

venerdì 25 luglio 2008

Berlusconi: solidita' per il futuro


Prima il Lodo Alfano, che ora viene promulgato dal capo dello Stato. Poi il decreto sicurezza, che nella mattinata di ieri viene votato dal Senato con 161 «si», 120 «no» e otto astenuti. L'«uno-due» del governo sulla giustizia ottiene il via libera dal Parlamento entro l'estate.


Proprio come previsto. Al punto che Berlusconi esulta: «Ora finalmente, grazie al loro non sarò più perseguitato!». Ma non finisce qui. Sulla giustizia il progetto della maggioranza è diventato più ambizioso: da settembre parte una riforma «complessiva» destinata a cambiare faccia al sistema giudiziario nazionale. Lo aveva annunciato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei giorni scorsi, lo ribadisce il ministro della Giustizia Angelino Alfano.


«Questa - avverte infatti il Guardasigilli - è una legislatura che ha una maggioranza solida, che ha un'idea chiara sulla giustizia, che ha un programma: è l'occasione giusta per procedere e noi non ce la faremo scappare». E infatti il governo è già al lavoro. In un vertice tra Berlusconi e i ministri Umberto Bossi e Roberto Calderoli, si fa un calendario delle priorità e si stabilisce che federalismo fiscale, modifica della Costituzione e riforma della Giustizia dovranno essere portate avanti insieme. Dalla ripresa in autunno dei lavori parlamentari. Sul fronte delle intercettazioni, invece, una pausa di riflessione è meglio, fa capire il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, che ieri voleva iniziare l'esame dei vari testi sull'argomento. A cominciare dal ddl del governo. «Si continuerà a parlarne a settembre - assicura Bongiorno - e ben venga qualsiasi contributo». È poi probabile, aggiunge, che la norma contenuta nel testo del governo, che prevede il carcere fino a tre anni per i cronisti, venga modificata.


L'obiettivo, fa sapere il deputato Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini, è quello di arrivare «ad un testo condiviso con le opposizioni». Magari dando vita ad «un comitato ristretto per approfondire il tema, ascoltando tutte le categorie coinvolte». Ma riprendere il dialogo con la minoranza non sarà semplice vista la frattura che si è consumata con il via libera al decreto sicurezza: il testo che introduce anche il patteggiamento allargato e la sospensione fino a 18 mesi dei procedimenti «meno importanti», e il «si» al Lodo Alfano: il provvedimento che sospende i processi per le quattro più alte cariche dello Stato fino alla fine del mandato.


Tuttavia non c'è nel pacchetto Maroni la norma che blocca i processi più gravi. Ma è la «salva-premier ad alzare il muro tra i poli. Come dimostra la polemica esplosa in seguito all'invito del vicepresidente del Csm Nicola Mancino a «rafforzare il Lodo con una legge costituzionale». L'osservazione infatti piace poco al Pdl che reagisce stizzito osservando, come fa il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, che «basta una legge ordinaria a regolare la materia». Del resto, spiegano anche al Quirinale nel motivare la firma del capo dello Stato al ddl, la Consulta, quando intervenne nel 2004 sull'allora «Lodo Schifani», non parlò mai di una legge costituzionale. E il testo approvato «è risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza». «Per me - taglia corto Alfano - il Lodo è ormai legge dello Stato.


Noi siamo già proiettati sulla riforma». Ed è infatti a questa che guardano ormai politici, avvocati e magistrati. Anche se il presidente dell'Anm Luca Palamara precisa: «Ci interessa la riforma della Giustizia, non la riforma dei giudici». Peraltro il ministro e Berlusconi, in qualche modo sono messi a disagio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che fa sapere che non si servirà dello «scudo» del Lodo Alfano contro il pm Woodcock che lo ha querelato e quindi affronterà il processo. «L'unica cosa che è stata fatta finora in materia di giustizia da questo governo - replica caustico il leader Idv Antonio Di Pietro - è contro la giustizia e a favore di qualcuno».


Ed è per questo che contro «la vergogna mondiale» del Lodo lui sta già promuovendo un referendum, dopo aver sottolineato che rispetta la decisione del capo dello Stato di firmarlo, ma non la condivide.
Fonte: L'Adige

domenica 20 luglio 2008

Fallaci: edito il libro postumo

Il romanzo postumo di Oriana Fallaci «Un cappello pieno di ciliegie», sarà in libreria da mercoledì 30 luglio 2008

Il romanzo postumo di Oriana Fallaci «Un cappello pieno di ciliegie», sarà in libreria da mercoledì 30 luglio 2008. Lo annuncia la Casa editrice Rizzoli che lo pubblica. Definito «una saga» dall'autrice stessa, che ha lavorato a quest'opera per un decennio - spiega la Rizzoli -, il romanzo è un'epica familiare che attraversa oltre un secolo di storia italiana, dal 1773 al 1889. Prima della morte, avvenuta il 15 settembre 2006, la scrittrice ha consegnato al nipote Edoardo Perazzi il dattiloscritto di 648 cartelle che lei stessa aveva battuto a macchina utilizzando una Olivetti Lettera 32. Al nipote, suo unico erede, l'autrice ha lasciato anche precise disposizioni per la pubblicazione e l'indicazione del titolo del romanzo. Con l'uscita di questo volume - spiega la Rizzoli - la Casa editrice corona con orgoglio il lungo rapporto con Oriana Fallaci, che dal 1961 in poi ha affidato a Rizzoli tutte le sue opere.

Rizzoli

venerdì 18 luglio 2008

Napoli: un percorso per ripulirla

Lo aveva promesso in campagna elettorale: il primo consiglio dei ministri operativo si sarebbe tenuto a Napoli e a Napoli Berlusconi e i ministri avrebbero continuato a tornare fin quando non si fosse risolta l’emergenza e i rifiuti non fossero stati tolti definitivamente dalle strade.

Oggi Berlusconi è per la quinta volta in meno di due mesi a Napoli e può annunciare che in Campania non ci sono più rifiuti per le strade. L’emergenza è superata, come era stato promesso.


Il risultato è stato raggiunto con un lavoro immane, che ha visto impegnati in prima linea il presidente del Consiglio, il sottosegretario Bertolaso e il generale Giannini, comandante dei militari impiegati per rendere più visibile ed efficace il ritorno dello Stato.

Assieme a Napoli, ben 511 comuni della Campania sono stati interessati dall'emergenza, per un totale di 7.200 tonnellate di rifiuti prodotti al giorno: uscire dall'emergenza ha comportato raccogliere e avviare a smaltimento questa produzione quotidiana e le decine e decine di migliaia di tonnellate accumulatesi nei mesi passati.


Sono state attivate le discariche possibili e necessarie, parte dell'immondizia è stata avviata in Germania (520 tonnellate al giorno), parte è stata pretrattata e avviata agli impianti di termovalorizzazione di altre regioni. Il governo ha avuto la capacità di creare uno spirito di solidarietà che ha prevalso su incomprensioni e contrasti pregressi, perché era chiaro a tutti che stavolta si stava facendo sul serio per uscire definitivamente dall’emergenza perenne.


Lo sforzo eccezionale proseguirà. Con le discariche e i trasferimenti fuori regione si potrà andare avanti per qualche tempo, ma intanto bisognerà continuare a lavorare perché non si ricrei lo scarto negativo fra rifiuti prodotti e rifiuti smaltiti. Si punta sui termovalorizzatori (saranno quattro, presto entrerà in funzione quello di Acerra) e sulla raccolta differenziata, già avviata nei comuni dove non era praticata. Ci vorranno ancora tre anni per la soluzione definitiva della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Per intanto però, come ha detto il premier, “Napoli è stata riportata alla grande civiltà che le compete". E non tornerà indietro, come puoi leggere nel nostro sito, http://www.ilpopolodellaliberta.it/.

on. Antonio Palmieri
Responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia /PDL

sabato 12 luglio 2008

Berlusconi in politica: i nodi di un percorso

"Non appena Berlusconi è sceso in politica, egli è stato oggetto di un inusitato attacco giudiziario che non è una sua questione privata, ma un drammatico fatto politico e istituzionale: 90 processi, 2500 udienze, 500 magistrati impegnati, 470 perquisizioni, episodi gravissimi come quelli avvenuti nel 1994 con la violazione del segreto istruttorio sul Corriere della Sera e nel 1996 con il caso Ariosto alla vigilia delle elezioni....

Questi episodi e molti altri ancora sono la dimostrazione che si è trattato di un uso sconvolgente della giustizia volto a manipolare il quadro politico e ad influire sui risultati elettorali. Solo una buona dose di mistificazione, di ipocrisia e di disprezzo dello Stato di diritto può liquidare tutto ciò come un fatto personale".

Con queste parole, Fabrizio Cicchitto ieri alla Camera ha spiegato come il lodo Alfano - la legge che sospende i processi penali per le prime quattro cariche istituzionali del Paese - sia una legge necessaria per dare finalmente stabilità di governo e politica al Paese, cercando di porre fine al contenzioso tra un minoranza di magistrati politicizzati e la politica, che dal 1992 sta devastando la normalità della vita democratica e che nuoce allo sviluppo del Paese.

Sul sito http://www.versoilpopolodellaliberta.it/ sono stati pubblicati tutti i documenti utili a capire l’importanza di una legge che non riguarda una singola persona ma il corretto funzionamento del rapporto tra istituzioni e magistratura. Un passo, che speriamo sia il primo di una lunga serie e che contribuisca a svelenire un clima di contrapposizione che non giova all’Italia e agli italiani.

on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL


giovedì 10 luglio 2008

L'addio di Giovanazzi al partito

«Chi ha passione per la politica deve muoversi, accettare sempre nuove sfide perché altrimenti rischia di fare come certi statali che lavorano per tutta la vita aspettando semplicemente l'arrivo della pensione». La frase l'ha coniata lui stesso e la usa come filosofia di vita. Tanto che a 60 anni - e 15 anni di giunta e consiglio provinciale alle spalle - Nerio Giovanazzi ci riprova. Abbandona Forza Italia e tenta una scalata alle stanze dei bottoni con una formazione politica tutta nuova.


Anzi, due. Nomi e simboli delle liste che sosterranno la sua candidatura a presidente della Provincia sono ancora top secret . Del resto la decisione ufficiale di correre da solo l'ha presa soltanto ieri sera. Dopo una giornata passata a riflettere sulle conseguenze della scelta di Forza Italia di accettare Sergio Divina come candidato presidente. Le liste - dicevamo - sono due.

La prima composta da professionisti, imprenditori, artigiani punta ad intercettare il consenso dei moderati, di quelli che pur non sentendosi di centrosinistra non potrebbero mai votare un leghista alla presidenza della Provincia. L'altra sarà composta esclusivamente da giovani. Giovanazzi, il suo è un addio a Forza Italia? Diciamo che ultimamente ho fatto una serie di profonde riflessioni che mi hanno portato ad un paio di conclusioni. E cioè? Nell'area politica in cui mi trovavo non notavo più un orientamento preciso.


Ho condiviso poco gli ultimi passaggi, a partire dalla gestione della scelta del candidato presidente. A Roma Forza Italia ha mortificato l'autonomia con decisioni prese sopra la nostra testa. E noi altri ci hanno lasciati qui a scannarci. Non è un buon messaggio per la gente. Ma non è solo questo che mi ha convinto a fare il salto. Cosa ancora? Girando il territorio ho capito che il Trentino può discostarsi dal sistema nazionale del bipartitismo o bipolarismo. Vogliono imporci questo modello, ma credo che tra le ali di centrodestra e centrosinistra ci sia spazio per qualcos'altro.

Sento in giro che c'è voglia di un governo di area moderata. ... la accuseranno di essersi fermato a 15 anni fa e di voler rifare la vecchia Democrazia cristiana...
No, non credo di essere retrogrado se penso così. Oggi, puntando sul bipartitismo, stiamo spingendo i giovani sugli estremi... Il fatto è che lo scontro ideologico porta a non confrontarsi sui problemi reali e i giovani trovano risposte solo in certe proposte politiche estremistiche o in Grillo. Quindi? Quindi bisogna confrontarsi sui problemi veri. Più che ideologia serve amministrazione. Questo chiede la gente.

Quello che sta succedendo dentro l'area dalla quale provengo mi convince sempre di più della mia scelta: al centro per coagulare soggetti che ora non hanno un riferimento. Qualcuno potrebbe obiettare... ... che faccio questa scelta per assicurarmi un posto al sole. Non è così, altrimenti sarei rimasto dov'ero e mi sarei fatto trascinare dall'onda. Sveli qualcosa degli uomini che ha con lei.

È tutta gente che ha grande esperienza di lavoro nei propri campi. Se vincessimo potrebbe trasferirla in politica e dare esempio ai giovani e avvicinarli a questa passione, con voglia di fare e onestà. Scusi, lei parla di centro, di territorio. Ma allora, perché non è andato con Lorenzo Dellai nell'Upt? Perché sono coerente con la mia storia. Insomma, perché andare con l'Upt presupporrebbe un'alleanza certa con il Pd. Però con Dellai potrà sicuramente esserci un confronto su programmi e obiettivi.
La decisione di candidarsi autonomamente a quando risale? A pochi minuti fa... Ma diciamo che quando Berlusconi ha annunciato la nascita del Pdl fondendo An e Forza Italia ho capito che quella non era più la mia strada. Lì si vogliono mettere assieme due realtà che, almeno in Trentino, hanno storie troppo diverse. Restare lì sarebbe stata una forzatura e, siccome ritengo che la politica non sia una soluzione personale ma un modo di trovare soddisfazione lavorando per la gente, la scelta è stata naturale.Anche se, lo ammetto, è stata faticosa.

Fonte: L'Adige di Daniele Battistel

martedì 8 luglio 2008

Finanziaria - 2009


Con l'invio alle Camere del disegno di legge, varato nel Consiglio dei ministri del 18 giugno scorso, viene completato l'iter di avvio della manovra finanziaria per il 2009, anticipata quest'anno a giugno e varata insieme al Documento di programmazione economico finanziaria per gli anni 2009-2011.



L'anticipo della manovra fa si che a settembre quando si varerà la legge finanziaria e inizierà la sessione di bilancio in Parlamento, alcune misure già operative da giugno 2008 avranno dispiegato i loro effetti con positive ripercussioni sui conti pubblici.


La manovra 2009, come ha spiegato il ministro Tremonti nella conferenza stampa del 18 giugno al termine del Consiglio dei ministri, è composta essenzialmente da tre provvedimenti:


Decreto legge n.112 del 25 giugno 2008
Disegno di legge (inviato il 4 luglio alle Camere)
DPEF 2009-2011 (con l'allegato sulle infrastrutture)


Fonte: GOVERNO

domenica 6 luglio 2008

Conferenza Stampa - Trento

Il Coordinamento Comunale di Forza Italia
Trento Azzurra
I Consiglieri Comunali
I Consiglieri Circoscrizionali

in preparazione alle elezioni - considerate le dinamiche attuali della politica cittadina

invitano a partecipare alla

Conferenza Stampa del partito
che si terra' presso l'Hotel America

Lunedi' 7 Luglio
a partire dalle ore 11.00

La partecipazione e' aperta a tutta la cittadinanza, agli amici, ai simpatizzanti e agli interessati al futuro politico della nostra citta'.


Trento Azzurra

Berlusconi: PD Giustizialista!


"Ormai l'opposizione si e' messa su una linea giustizialista e noi la lasciamo li'. Siamo tornati indietro di molti anni." Cosi' Silvio Berlusconi commenta le critiche provenienti dall'opposizione riguardo il caso delle intercettazioni.


Il premier, che ha parlato a Tokyo dove e' giunto per partecipare ai lavori del G8, si e' anche detto "d'accordo sulla defiscalizzazione degli aumenti sulla benzina. Ne avevamo gia' parlato e fui proprio io a fare la proposta". Silvio Berlusconi, durante una passeggiata per le vie di Tokyo, spiega che l'obiettivo dei Grandi della Terra e' quello di combattere il rialzo dei prezzi del petrolio.


"Al momento il grave problema e' come fermare la speculazione", dice il premier confermando la linea del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e annunciando che questo sara' uno dei punti al centro del G8 che domani si aprira' sull'isola di Hokkaido in Giappone. (AGI) - Tokyo, 5 lug.


Fonte: AGI

mercoledì 2 luglio 2008

Zampiccoli - Gardumi: confronto tra coordinatori

«Trovo oltremodo "strano" che il coordinatore provinciale Zampiccoli concentri la sua attenzione sulla partecipazione ad incontri pubblici di qualche iscritto a Forza Italia ed invece non intervenga con decisione per sanare la situazione, da lui stesso riferita nel coordinamento del partito di venerdì scorso, in merito alla ormai certa uscita di un consigliere provinciale da Forza Italia (Nerio Giovanazzi ndr) e alla sua volontà (del consigliere provinciale) di non partecipare più ai lavori del partito perché vuole presentarsi con una lista autonoma alle prossime elezioni provinciali»


Mariano Gardumi, il coordinatore comunale di Forza Italia che ha partecipato alla conferenza stampa di Sergio Divina, replica così a Ettore Zampiccoli, il quale aveva inviato lui e gli altri forzisti presenti (Francesco Solidoro e Massimo Viola) a fare una scelta. «Anche alcuni amici leghisti mi hanno detto che sono rimasti sorpresi per questa presenza», ribatte Zampiccoli.




Di espulsioni, però, non si parla. «Siamo un partito libertario ed abbiamo problemi più importanti. Per questo non prendiamo provvedimenti, semplicemente la mia riflessione è che, queste persone, non adeguandosi alla maggioranza del partito ed esprimendosi a sostegno di una persona sicuramente di valore come Divina, ma che ora non è il nostro candidato, fanno un danno al partito». Quanto al riferimento a Giovanazzi, osserva: «Non si è mai espresso a sostegno di Divina ed è nel partito: non abbiamo notizia che sia uscito.





Fonte: L'Adige 1/7/08